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Oggi sposi
di Luca Lucini
con Luca Argentero, Filippo Nigro, Michele Placido, Carolina Crescentini, Renato Pozzetto
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Il Mattino, 24 ottobre 2009
Così l’italiano medio si prepara alle nozze
A proposito della migliore neocommedia all’italiana, si è detto spesso che si muove nel solco della tradizione del genere che più di tutti è riuscito a farsi «specchio deformato» della realtà italiana. Per «Oggi sposi» sarebbe più giusto parlare di «specchio deformante» dei nostri eterni vizi, tic e patologie. Con il film di Luca Lucini, che ha all’attivo commedie di successo come «Tre metri sopra il cielo», «Solo un padre», oltre ai quattro matrimoni che sono al centro della storia, si celebra anche l’addio (speriamo non definitivo) dei mezzi toni, delle sfumature di tonalità, delle progressioni vocali che nelle commedie dell’epoca d’oro accompagnavano lo sviluppo narrativo, costituivano il termometro acustico della costruzione di gag, equivoci, espedienti satirici, exploit farseschi. Tranne Pozzetto, i protagonisti urlano tutti, sono arrabbiati, iperattivi e sovreccitati e parlano ad alta voce dall’inizio alla fine e gli eccessi grotteschi perdono di forza espressiva. Quattro improbabili coppie stanno per pronunciare il fatidico sì: un poliziotto pugliese e una bellissima indiana, due giovani precari con un figlio in arrivo, una soubrette cinica e arrivista e un finanziere, una seducente massaggiatrice e un anziano e ricco signore padre di un magistrato d’assalto innamorato della giovane. Tra insidie, fraintendimenti e una caotica festa nuziale alla fine riusciranno a sposarsi. Con una struttura che alterna e incrocia le quattro movimentate love story, la commedia schizza riconoscibili tipologie dei tempi in cui viviamo grazie a una buona squadra che riunisce bravi interpreti delle ultime generazioni, da Luca Argentero e Filippo Nigro a Carolina Crescentini, l’attrice israeliana Moran Atias e i veterani Pozzetto, Placido e Pannofino. Il piatto forte è l’incontro-scontro culturale tra la famiglia contadina pugliese e la comunità indiana.
Alberto Castellano
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Il Messaggero, 24 ottobre 2009
Intercettazioni, silicone
e la commedia va a nozze
Quattro matrimoni e un funerale. Quello della commedia all’italiana di una volta. La battuta non è granché, ma anche Oggi sposi non va per il sottile. Quindi niente paragoni azzardati, contentiamoci di quanto passa il convento: una farsa a episodi incrociati con diversi momenti riusciti e altri meno. È già molto, anche se con questi quattro matrimoni paralleli si poteva fare ben altro (vedi Diverso da chi?, dove c’era come qui lo zampino di Fabio Bonifacci). Inutile stupirsi comunque. Una volta ambienti e personaggi venivano studiati, scavati, elaborati. Oggi basta l’effetto comico immediato, come in tv, e avanti il prossimo. In fondo per cogliere l’attualità basta riunire magistrati intransigenti, intercettazioni telefoniche, banchieri d’assalto fidanzati a soubrettes siliconate ansiose di vendere le loro nozze ai rotocalchi, e il gioco è fatto.
Però il vero scatto comico il film di Luca Lucini lo fa quando gioca di fantasia, unendo in improbabili nozze l’aitante sbirro Argentero e l’indiana Moran Atias (israeliana in realtà), che oltre a essere esotica è figlia di un ambasciatore molto sensibile alle differenze “di casta” (l’efficacissimo Hassani Shapi). Con conseguenze esilaranti quando il padre della sposa scopre che i genitori del poliziotto sono due contadini pugliesi dai modi spaventosi (Michele Placido e Francesco Pannofino, irresistibili). Memorabili anche il duetto rossiniano fra Lunetta Savino e la moglie del diplomatico, la trattativa nuziale indo-pugliese con traduttori smarriti. E il gran ballo finale, fra Bollywood e la taranta. Commedia o farsa che sia, multietnico è bello.
Fabio Ferzetti
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