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Notturno bus
regia: Davide Marengo
con Valerio Mastandrea, Giovanna Mezzogiorno, Ennio Fantastichini
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La Stampa, 11 maggio 2007
Falsa e bugiarda
ma che ladra carina
Commedia veloce, divertente e un po' romantica con
Mezzogiorno e Mastandrea in due ruoli lievi e insoliti
Tutto in una notte: incontro, avventure, fughe, la scomparsa di un
microchip che può portare alla rovina un uomo potente, mutamenti. Tratto
dal romanzo di Giampiero Rigosi (Einaudi), Notturno Bus di Davide Marengo è una
commedia insolita, divertente, veloce, anche un po' romantica, che usa
in modo nuovo alcuni dei migliori attori italiani.
Giovanna Mezzogiorno, di solito destinata per la sua bravura e serietà a
ruoli severi o a nobil-film, si muta in una farfalla del male, una ragazza
lieve, falsa e bugiarda, vagabonda, buffa, esasperante e irresistibile,
molto carina: pettinatura e trucco, ma soprattutto il personaggio, la
rendono più giovane e più seducente, una donna fatale del
nostro tempo. Valerio Mastandrea, autista d'autobus nei turni di notte,
lascia gli abituali ruoli popolar-romaneschi e diventa un sognatore,
una persona delicata, sensibile, che fantastica su una vita migliore
e intanto affronta il brivido del rischio giocando a poker, perdendo,
indebitandosi con gente pericolosa. Ennio Fantastichini dei servizi segreti,
che aiuta la coppia a cavarsela nell'avventura, ha un personaggio inconsueto,
un uomo malinconico e fine, amante del jazz e della gente educata, sprezzante
ma rassegnato al mondo che lo circonda. E gli altri attori sono tutti
scelti senza pigrizia né adesione agli stereotipi, tutti bravi.
La sempre lodata commedia italiana ha attraversato nel corso del tempo
fasi diverse: la commedia originaria degli Anni Sessanta e Settanta,
mix di ironia, divertimento e coraggiosa critica sociopolitica; la commedia
puerile di Franchi & Ingrassia, di Bud Spencer & Terence Hill;
la commedia erotica, degenerazione del Boccaccio di Pasolini; adesso,la
commedia sentimentale per adolescenti. Notturno Bus, molto riuscito,
appartiene a un genere ancora differente, un po' americano e un po' elegante,
nel quale la vita disastrata di questi anni acquista un tocco di leggerezza
dato dall'abitudine, un tocco di divertimento nato dalla vitalità,
un tocco di spavento e insieme, come sempre, d'amore.
Lietta Tornabuoni
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La Repubblica, 11 maggio 2007
Il film di Davide Marengo è una commedia giallorosa. Nel cast anche Ennio Fantastichini
"Notturno bus", Mastandrea tranviere incrocia la bella falsaria Mezzogiorno
Notturno bus, e l'apparizione di un nuovo regista che è Davide Marengo, sono da salutare come new entry degne della massima attenzione. Costruito intorno a un romanzo, quello di Giampiero Rigosi (Einaudi Stile Libero), supportato da collaborazioni artistiche di pregio (Arnaldo Catinari alla fotografia), e da un bel cast con Valerio Mastandrea, Giovanna Mezzogiorno e Ennio Fantastichini in prima linea, l'intreccio brillantemente presentato e brillantemente sostenuto dagli interpreti è quello di un "giallorosa", se possiamo servirci di una terminologia un po' rétro.
Mastandrea tranviere romano molto sfigato, senza una donna e pieno di debiti di gioco, incrocia il suo percorso con quello di una seducente ladra e falsaria. La quale ha commesso l'imprudenza peraltro inconsapevole di andare a ficcare il naso in delitti più grandi di quelli che può permettersi. Il terzo personaggio (Fantastichini, molto "in parte") è un superpoliziotto che vigila - per conto di qualcuno molto in alto - sul "maltolto per sbaglio" (un microchip) ma finisce per guardare con benevolenza alla strana coppia. E altri due personaggi, poliziotti non super che sembrano la versione umana di Orazio e Gaspare della Carica dei 101, sono molto maneschi ed hanno il compito di eseguire i lavori sporchi, si avvalgono delle ottime caratterizzazioni di Roberto Citran e Francesco Pannofino. Ecco: gradevole, brillante, divertente (non proprio sempre ma quasi).
Ma c'è un altro aspetto. Il film ha tutta l'aria di nutrire una grande ambizione, di candidarsi a diventare "fenomeno" come lo sono diventati Notte prima degli esami e Tre metri sopra il cielo (e derivati). Lo dichiara una calcolata strategia di marketing, una campagna di lancio molto strutturata intorno alla valorizzazione degli elementi contenuti nella storia. E, vistosamente, quei titoli di coda che hanno abbinato l'idea dell'autobus dal quale vediamo scendere un numero spropositato di persone, volti noti o no, sulle note trascinanti della Paranza cantata da Daniele Silvestri.
Cresce l'autorevolezza di Mastandrea (che, a scanso di equivoci, fa bene a partecipare ad avventure di "confezione" come questa) ma resiste il retropensiero sulle sue potenzialità non del tutto esplorate.
Paolo D’Agostini
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