Al chiostro del Carmine, a Marsala, abbiamo visto uno spettacolo
singolare e interessante su due racconti surreali di Claudio Forti
"Per un bianco più bianco" e "Fiocco azzurro". Una lettura di Claudio
Forti e Salvo Ciarmadaro, accompagnata dal contrabbasso di Giacomo
Bertuglia. Un omaggio al surrealismo di Andrè Breton e Dino Buzzati.
Una scena sobria: due leggii, una macchina che produce bolle di sapone
nel suggestivo chiostro fanno da contorno alla parola che ammalia gli
spettatori presenti, li asseconda e li ingloba in un mondo proiettato
tra il reale e il surreale. La scena è di Vito Trapani.
La teoria ultraterrena, elaborata da un professore di filosofia, ci
immette nella quotidianità proiettandoci in una realtà surreale, dove
i prodotti di un supermercato fanno sognare e costruiscono un mondo
immaginario dove si viene man mano accompagnati: l'immaginario diventa
collettivo, l'uomo e l'umanità si annullano nel mondo del consumismo
di una società che ha smesso di comunicare e dialogare. La solitudine
si tocca e lo spettatore sorride a volte su questo mondo assurdo che
fa parte della vita di ognuno di noi. Ci si annulla in delle bolle di
sapone: la morte fisica e psichica ci fa pensare e riflettere.
Il teatro diventa il mezzo espressivo dell'uomo e il racconto assurge
a storia dell'uomo del nostro secolo ventesimo dove la società di
massa porta alla distruzione del pensiero.
Il tempo è il protagonista del secondo racconto: un ignaro sessantenne
ripercorre la sua vita fino ad arrivare alla sua nascita: è una lotta
col tempo che scandisce la vita stessa.
Morte e vita sono i veri protagonisti di questi due racconti unici e
singolari nel loro genere.
Quel che potrebbe sembrare un prodotto finito noioso e pesante diventa
in certi momenti grottesco e induce all'ironia e al sorriso.
Questa lettura ha il dono di essere profonda ma anche lieve.
Rosanna Bocchieri