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Notti surrealismi a CarmineNotti surrealismi a Carmine

2 racconti di Claudio Forti
letti e interpretati da Claudio Forti e Salvo Ciaramidaro
Al contrabasso Giacomo Bertuglia

   
 
www.Sipario.it, 30 luglio 2009

Al chiostro del Carmine, a Marsala, abbiamo visto uno spettacolo singolare e interessante su due racconti surreali di Claudio Forti "Per un bianco più bianco" e "Fiocco azzurro". Una lettura di Claudio Forti e Salvo Ciarmadaro, accompagnata dal contrabbasso di Giacomo Bertuglia. Un omaggio al surrealismo di Andrè Breton e Dino Buzzati.
Una scena sobria: due leggii, una macchina che produce bolle di sapone nel suggestivo chiostro fanno da contorno alla parola che ammalia gli spettatori presenti, li asseconda e li ingloba in un mondo proiettato tra il reale e il surreale. La scena è di Vito Trapani.
La teoria ultraterrena, elaborata da un professore di filosofia, ci immette nella quotidianità proiettandoci in una realtà surreale, dove i prodotti di un supermercato fanno sognare e costruiscono un mondo immaginario dove si viene man mano accompagnati: l'immaginario diventa collettivo, l'uomo e l'umanità si annullano nel mondo del consumismo di una società che ha smesso di comunicare e dialogare. La solitudine si tocca e lo spettatore sorride a volte su questo mondo assurdo che fa parte della vita di ognuno di noi. Ci si annulla in delle bolle di sapone: la morte fisica e psichica ci fa pensare e riflettere.
Il teatro diventa il mezzo espressivo dell'uomo e il racconto assurge a storia dell'uomo del nostro secolo ventesimo dove la società di massa porta alla distruzione del pensiero.
Il tempo è il protagonista del secondo racconto: un ignaro sessantenne ripercorre la sua vita fino ad arrivare alla sua nascita: è una lotta col tempo che scandisce la vita stessa.
Morte e vita sono i veri protagonisti di questi due racconti unici e singolari nel loro genere.
Quel che potrebbe sembrare un prodotto finito noioso e pesante diventa in certi momenti grottesco e induce all'ironia e al sorriso.
Questa lettura ha il dono di essere profonda ma anche lieve.

Rosanna Bocchieri

     
 
© Sipario 2011