Lo spettacolo in questione è uno dei piccoli gioielli in commedia
di un autore assai noto al grande pubblico, Aldo De Benedetti.
Siamo a Roma, in una bella casa, ambiente alto borghese, tutto sembra filare
liscio, la padrona di casa si diletta a suonare il pianoforte, il personale di
servizio si da un gran da fare per rendere l’atmosfera ancora più serena,
ma in questo idillio il dramma è in agguato.
Luisa, la moglie, non riconosce più Paolo suo marito e lo vuole cacciare
di casa pensandolo un intruso.
Viene convocato d’urgenza un luminare in campo psichiatrico, il professor
Spinelli, il quale con facilità diagnostica una “epistassi fisionomica” che
si spera limitata nel tempo.
Come consuetudine nelle commedie di De Benedetti, i colpi di scena si susseguono
in modo scoppiettante, e tra la sorpresa generale Luisa si rivolge al professor
Spinelli, certa che questi sia suo marito.
Paolo è disperato e deve fingere di essere un amico del medico, lo psichiatra
gongola ed è al tempo stesso piacevolmente imbarazzato, perché ovviamente
dovrà accettare anche il risvolto più intimo con la signora (così almeno
spera!).
Per complicare le cose arrivano dall’Australia una zia della signora Luisa
con al seguito figliola sciocca e zitella che si innamora perdutamente del bel
Paolo.
Ogni cosa d’incanto verrà chiarita con piena soddisfazione di tutti.
Buono il testo ma il vero cardine attorno al quale girano i personaggi è il
bravo Carlo Alighiero che si riconferma attore di qualità; meno disinvolto
appare Fabrizio Frizzi, probabilmente siamo abituati ad una sua diversa sicurezza
davanti al video; brava la Angelillo, anche se talvolta è un po’ sopra
le righe.
Diana Palma