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Noi due sconosciuti
di Susanne Blier
con Halle Berry, Benicio del Toro (Usa, 2007)
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Panorama, n. 25 2008
Rinascita dopo il dolore
Prodotto dai colossi Paramount e Dreamworks, Noi due sconosciutiha ri-
schiato di andare perso in una distribuzione spaventata dai film che non ga-
rantiscono un primo finesettimana col botto. E invece il primo film hollywoo-
diano della danese Susanne Bier (già autrice culto di Dopo il matrimonio) esce
in Italia grazie alla piccola e coraggiosa Teodora film. L'incontro fra Bier e l'in-
dustria Usa non è un compromesso, nonostante la presenza di due star di se-
rie A, Halle Berry e Benicio Del Toro, in una storia dolorosa di lutto e rinascita.
La donna ha perso tragicamente il marito e nell'illusione di ritrovarlo con-
tatta il suo migliore amico, uno che non le era mai piaciuto, l'avvocato tos-
sico interpretato da Del Toro. Lo porta a vivere con lei e i suoi due figli e si
impegna a farlo smettere con la droga. Un cammino non facile, in cui si con-
fondono salvezza e ricadute, con la cinepresa stretta sui primi piani, sinco-
pata e affaticata come solo sanno essere le vite vere mentre la violenza dei
sentimenti è tutta nella recitazione estrema di Berry e del fumigante Del
Toro. Bella sfida: due star da tappeto rosso in un cinema spietato e senza
furbizie, che gira troppo attorno allo stesso tema, ma ha il grande pregio
di non credere all'amore che tutto redime. Il che, se lascia a bocca
asciutta lo spettatore, regala un momento di intelligenza rara.
Piera Detassis
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Il Mattino, 21 giugno 2008
Berry-Del Toro una coppia oltre il melodramma
Audrey è una donna che si ritrova improvvisamente vedova e con due figli da crescere. Jerry, il miglior amico della vittima, è un tossicodipendente che, mollato il lavoro di avvocato, sta risalendo faticosamente la china. Distrutta dal dolore, Audrey si aggrappa a Jerry e insieme trovano la forza di affrontare i propri problemi e intravedono qualcosa che possono costruire in coppia. Susanne Bier, l'autrice danese di «Non desiderare la donna d'altri» e «Dopo il matrimonio», con «Noi due sconosciuti» torna a frugare con sguardo al tempo stesso coinvolgente e distaccato nell'instabilità, la fragilità, l'infelicità di una borghesia ricca e privilegiata, stavolta rappresentata dai professionisti di Seattle. E trasforma un facile (nelle premesse) melodramma sentimentale in un complesso dramma familiare costruito, attraverso flashback che legano passato e presente, sul rapporto tra Audrey e Jerry, esposto alle insidie, agli equivoci, alle diffidenze, alle ambiguità del ruolo di un uomo che può essere amante o nuovo padre della famiglia, alla gelosia di lei che scopre in lui l'unico custode di segreti del marito. Grande scrittura, regia misurata e raffinata, magnifica interpretazione di Halle Berry e Benicio Del Toro (magnificamente doppiato da Francesco Pannofino).
Alberto Castellano
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L'Unità, 12 giugno 2008
Smetterla con l'eroina
Grandi applausi per la regista danese Susan Blier alla prima Festa di Roma quando nel 2006 presentò Dopo il matrimonio, un dramma familiare con luci e colori della sua terra e una sorta di nervoso intreccio di sentimenti. Campione d'incassi in patria (è stato anche candidato agli Oscar per il miglior film straniero) e molti presenze totalizzate anche in Italia dove il titolo, distribuito dalla Teodora, ha sorprendentemente tenuto banco persino nel periodo natalizio, quando in genere il meglio e il peggio (dipende dai gusti) dell'intrattenimento è messo sul piatto. Allora la regista rivelò di stare già lavorando ad un progetto a Hollywood: "Zio Sam" (la Dreamworks) non manca mai di provare talenti o buoni professionisti europei (vedi Muccino), qualcuno che posso rendere meno "standard" certi grossi progetti che gli Studios sfornano a ritmo serrato. Alla Blier è stata offerta una sceneggiatura e due premi Oscar, Halle Berry e Benicio Del Toro, come interpreti. Giusto aver tentato l'operazione ma il risultato non sembra all'altezza di quello precedente.
Things We Lost in the Fire (le cose che si perdono in un incendio), che in Italia esce con il titolo molto meno evocativo Noi due sconosciuti (sempre per la Teodora), è passato all'ultima Festa di Roma fuori concorso. Tanto è piaciuto che tutti parlavano del pancione di Halle Berry, allora in avanzato stato interessante. Intanto Benicio "Che" Del Toro ha pure vinto il premio come miglior attore all'ultimo Festival di Cannes. Per tornare al film, parla di una giovane vedova che invita il miglior amico di suo marito a vivere con lei e i suoi due bambini. Lui è un ex avvocato sprofondato nei cristalli dell'eroina che ha bisogno di aiuto e vive come un derelitto in stanzette in affitto. Lei tenta di ritrovare un equilibrio dopo quel lutto improvviso. La convivenza sarà prima problematica, poi… Susan Blier è regista dalla mano pulita e pure il suo lavoro scorre senza grandi scosse. O almeno nel suo precedente erano le tensioni sottostanti che creavano una strana tensione. In questo caso invece Del Toro è istrionico e qualche volta eccessivo, Halle Berry brava e diligente ma dove sta l'anima? Il miracolo danese non si è ripetuto.
Pasquale Colizzi
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Il Messaggero, 13 giugno 2008
Due solitudini, una tempesta
Una donna segnata dalla morte improvvisa e brutale dell'amato marito invita al funerale il miglior amico dello scomparso. Che, stranamente, è il suo opposto. L'ucciso (David Duchovny) era il marito-padre-professionista perfetto. L'amico del cuore (Benicio Del Toro) un relitto solitario e impresentabile, un ex-avvocato eroinomane, insomma un autentico paria che imprevedibilmente la vedova e madre di due bambini invita a vivere accanto a sé. Sia pure nel garage.
Non pensate male. Anche se sono due pesi massimi del fascino, Del Toro e Halle Berry non si consoleranno a letto. Anzi, proprio come nelle coppie, più cresce (lentamente) quella strana intimità, più i due si fanno la guerra (lei soprattutto: solo una regista poteva raccontarlo con tanta efficacia). Mentre i figli, arbitri imparziali, registrano fedelmente i progressi del nuovo venuto. E le sedute alla Anonima Tossicomani danno respiro al film. Troppo sbilanciato sul fronte Del Toro, però, per convincere fino in fondo. Presto è solo il suo dolore a interessarci, non quello della Berry (anche perché il povero Duchovny è un attore inesistente...). Non desiderare la donna d'altri e Dopo il matrimonio erano perfetti mélo. Il primo film Usa di Susanne Bier fatica un po' a conciliare il sociale e l'individuale. Attraversare l'Oceano ha un prezzo.
Fabio Ferzetti
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Il Giornale, 13 giugno 2008
Droga e amore: la Berry e del Toro in una commedia che sa di melassa
Fanno venire l'orticaria i film con la lacrimazione obbligatoria. Dove i personaggi sono perseguitati dalla jella più nera e si lamentano o piangono, vagando con una piva lunga così sullo schermo. Per il suo esordio americano ha seguito alla lettera l'antica ricetta anche la regista danese Susanne Blier: infatti Noi due sconosciuti ci dà dentro con la sfiga. State un po' a sentire. Dopo cinque minuti la vita placida e felice della famiglia Burke va a catafascio. Il capofamiglia Brian (il David Duchovny di X-Files, spesso in pista nei molti flasback) viene ammazzato a rivoltellate mentre cerca di calmare un tizio che stava picchiando la sua donna. La sensibile Audrey (Halle Berry, già tragicamente vedova da Oscar in Monster's Ball) resta sola nella grande villa di Seattle con i piccoli Alexis e Dory. Al funerale ritrova l'amico del cuore (senza sottintesi) del defunto: l'ex avvocato Jerry (Benicio Del Toro), finito da tempo in miseria per colpa della droga. La signora gli confessa che non ha mai capito perché lui e il marito fossero così legati e che comunque non ha più intenzione di coltivare l'antica antipatia. Tanto che, constatata l'inatteso feeling tra i bambini e il malinconico tossico, gli offre ospitalità. In garage. Malintesi e eroina sono tragicamente in agguato. La storia, a dire il vero, non è peggio di altre, ma infastidisce l'esagerata voglia di tenerezza con insistiti primi piani sugli occhi umidi dei protagonisti. Una distanza talmente ravvicinata da evidenziare la folta peluria sulle gote dell'invecchiata primadonna. Ah, non manca lo spazio per la comicità involontaria. Come quando Halle Berry accoglie nel lettone Benicio Del Toro. Ma è solo per farsi tirare il lobo di un orecchio.
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