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Next
Nextdi Lee Tamahori
con Nicolas Gage, Julianne Moore, Jessica Biel (Stati uniti, 2007)
 
Il Messaggero, 4 aprile 2008
"Next", la noia in due minuti

Ritorno alla regia per Lee Tamahori dopo essere stato beccato a prostituirsi a Hollywood vestito da donna. Incubo finito per l'autore neozelandese di Once Were Warriors e di 007 - La morte può attendere? Nemmeno per sogno. Il rientro in carreggiata è lo stolido Next, ennesimo thriller fantascientifico tratto da Philip K. Dick dove Nicolas Cage è un prestigiatore di Las Vegas che sa quello che accadrà nei prossimi due minuti. Il governo Usa, pertanto, gli chiederà di fermare un confuso gruppo di terroristi con l'accento da Europa dell'Est. Cage sembra uscito dal museo delle cere e la sceneggiatura da una scuola elementare. Dopo aver visto i primi due minuti è facile prevedere i successivi 94: chiasso, dialoghi stupidi, qualche curva femminile banalmente pruriginosa e ancora chiasso. Verrà ricordato come il Minority Report di serie Z. Grado zero d'intrattenimento hollywoodiano.

Francesco Alò

 
Il Tempo, 1 aprile 2008

Philip K. Dick è un noto scrittore americano di fantascienza. Di recente un suo racconto, "Minority Report", riscritto per il cinema da Gary Oldman, lo sceneggiatore, fra l'altro, di "Basic Instinct", è finito con successo sullo schermo ad opera di Steven Spielberg. Oggi, un altro suo racconto, "The Golden Man", sempre sceneggiato da Oldman, è diventato un film grazie all'impegno di un regista come il neozelandese Lee Tamahori di cui si ricorderà almeno il ventesimo James Bond, "007-La morte può attendere".
Ancora fantascienza, ma tenuta quasi sempre in secondo piano perché adesso il protagonista, Cris, come sua unica singolarità ha quella, fin da bambino, di prevedere quanto gli succederà attorno nei prossimi due minuti. Non se n'è servito molto (qualche piccola vincita nei casinò di Las Vegas), ma, scoperta quella sua dote, si mette presto sulle sue tracce una agente federale per farsi aiutare a prevedere e ad evitare un terribile attentato terroristico ai danni dell'intera popolazione di Los Angeles.
Cris sulle prime nicchia, non ha né la stoffa dell'eroe né quella del salvatore nazionale, però nell'intrigo non tarda a finirci una donna di cui si è perdutamente innamorato e che i terroristi minacciano. Così interviene...
La fantascienza, appunto, si affaccia solo tra le pieghe di quell'antiveggenza in tempi brevi, il resto, tutto il resto, è stato molto realisticamente trasformato in un film d'azione affidato soprattutto alla violenza. La logica, e qua e là anche la verosimiglianza, non sono sempre molto rispettate e quel gruppo di terroristi che, spesso, parlano in francese e in altre lingue, risentono un po' di una certa maniera, ma quello che conta nel film e che la regia di Tamahori ottiene quasi sempre senza fatica, sono i ritmi ora frenetici ora ansiosi che portano avanti l'azione, forse trascurando un po' i caratteri, anche principali, ma coinvolgendoli senza soste in un turbine di vicende, anche con colpi di scena, che possono tener ben desta l'attenzione dello spettatore. Magari senza le arsure e le angosce che avevano portato al successo il film di esordio di Tamahori "Once Were Warriors", ma con modi comunque efficaci specie quando si affidano agli affanni e alle tensioni.
Il protagonista è Nicolas Cage, con l'occasione anche produttore. La donna che ama è Jessica Biel, molto bella, l'agente federale è Julianne Moore, con impeti decisi.

Gian Luigi Rondi

© Sipario 2011