Gianfelice Facchetti. Senso del ritmo e tanta passione
Uno spettacolo, «Nel numero dei +», che nasce dall' esigenza
di parlare di un tema difficile come la morte, scritto da un giovane
autore, Gianfelice Facchetti, e recitato dallo stesso con Pietro De Pascalis
e Fortunata Mastrangelo. Un' urgenza espressiva che si traduce in grottesco
e tragicomico che vede nell' agitarsi di tre personaggi la ricerca di
qualcosa che vada al di là dell' apparire, almeno nel momento
così intimo e vero che è la morte. Assunta è una
vecchia infermiera, Camillo è un uomo semplice morto o morituro
che viene incalzato da Vivenzio, un uomo «noto per la sua notorietà»,
grande «spettacolarizzatore» della morte quasi fosse paradossalmente
e squallidamente un «prodotto» da inserire nel circuito dialettico
del consumo. L' intento di Vivenzio sembra essere quello di dare alla
morte una visibilità amica e rimuovere così ansie, pensieri
e riflessioni: non più inizio di un nuovo ciclo o dell' immortalità dell'
anima, o dissoluzione del singolo nella vita dell' universo o altro ancora
come nei secoli l' uomo si è raccontato, ma merce da esporre in
vetrina nel modo più accattivante possibile. Pochi gli elementi
scenici, una culla, una poltrona da barbiere, un cuore-barbabietola rinchiuso
in una teca di vetro in proscenio, dei busti di manichini. Tra musichette
e rumori di oggetti che si infrangono Vivenzio lavora ai fianchi Camillo
che da uomo semplice sembra sfuggire alla sua logica. Diversi i linguaggi
dei protagonisti ed interessante è la capacità dell' autore
di giocare con la parola creando senso da non sensi e viceversa. Il testo
ha bisogno di sciogliersi maggiormente dal punto di vista narrativo e,
così come la regia, è contratto ma rivela belle doti drammaturgiche,
senso del ritmo e ingegnosità linguistica. Spettacolo interessante,
recitato con passione, una buona tappa di un itinerario ideativo.
Magda Poli