Tonino Conte firma un viaggio nella memoria dell' eroe
Un dolce, vecchio Odisseo
Nella bellissima chiesa di Sant' Agostino Alida Cappellini e Giovanni
Licheri hanno realizzato un impianto scenico di salite e discese, piattaforme
e scale che richiamano sia l' andamento di Genova sia una nave con i
suoi ponti. E giocando su e dentro questa struttura Tonino Conte, autore
e regista, ha ideato Nel mare dell' Odissea, viaggio venato di inquietudine,
quasi vagabondaggio a ritroso nella memoria dell' eroe greco, una memoria
affranta di lutti inferti e sofferti lungo i vent' anni del suo peregrinare
fino a Itaca. Uno spettacolo itinerante che si apre tra le brume di una
notte opaca nell' Ade con i fantasmi dei compagni, della madre Anticlea,
di personaggi mitologici e dell' indovino Tiresia cui l' eroe pone una
sola domanda: mi sarà concesso il ritorno? La domanda di un uomo
che si sente spossato e chiede di poter dolcemente invecchiare e dolcemente
morire. In questo correre verso il compiersi della sua storia Odisseo
attraversa mari in tempesta per approdare da una dolce Nausicaa che gioca
con lui all' amore. Nell' universo di Ulisse vive una Penelope assediata
dai Proci, spocchiosi e volgari, una donna invecchiata e non più feconda,
una non-donna, una non-regina, una non-moglie, una non-vedova, cui il
tempo si scioglie tra le dita «inutile come l' acqua del risciacquo».
Di fronte a lei su un letto in verticale dorme un sonno di figlio viziato
Telemaco che al risveglio legge, compiaciuto ma senza capirle, le sue
avventure descritte da Omero e va alla ricerca del padre. Poi c' è il
vecchio Laerte, padre di Odisseo, vivo e al tempo stesso morto nel suo
orticello, simbolo di frugalità, devozione alla natura e della
stanzialità che il figlio irrequieto non conosce. Un Laerte saggio
che sa che meglio sarebbe non nascere che nascere per morire. Anche la
ninfa Calipso è logorata dall' attesa dell' eroe che non tornerà e
le regalò un po' d' amore che non basta a sopportare la solitudine.
Bravi gli attori, da Lisa Galantini a Simonetta Guarino, da Vanni Valenza
a Paolo Maria Piloso, da Mariella Speranza a Pietro Fabbri, a Enrico
Campanati un Odisseo vigoroso e stanco, pronto per l' ultimo viaggio
alla scoperta di cosa si nasconda sotto la pelle decrepita del tempo.
E l' idea di questo Odisseo vecchio e malinconico è seduttiva,
dolce e umana.
Magda Poli