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Mostri contro Alieni
di Rob Letterman e Conrad Vernon
(animazione)
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Il Giornale, 10 aprile 2009
I mostri le suonano agli alieni in 3D
Mostri contro alieni esce anche in 3D ed e questa versione che ci riferiamo. Quella normale è l’ennesima parodia di vari film di fantascienza, dagli Invasori spaziali di Menzies a ET di Spielberg. Col 3D si assiste non tanto all’ennesima compilazione autoreferenziale, ma a una festa per gli occhi, quale che sia il fastidio per gli occhialoni sul naso, specie per chi li occhiali li porta già. La trama è prevedibile dal titolo: scherzi di natura messi sotto sorveglianza respingono un’invasione spaziale. Per i bambini ai quali il film non bastasse, Mondadori propone in vari libri i personaggi del film.
voto: 7
MC
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Il Mattino, 11 aprile 2009
Mostri e alieni per un cartoon da toccare
Con «Mostri contro alieni» la DreamWorks fa il suo esordio nel 3D. Il kolossal animato da 165 milioni di dollari rilancia il vecchio tridimensionale sperimentato negli anni ’50 con scarso successo con magniloquente spiegamento di mezzi tecnologici. È chiaro che per strabiliare un pubblico soprattutto infantile/giovanile, sempre più smaliziato e diffidente, è stata rivoluzionata la filosofia stessa della tridimensionalità, dalle riprese effettuate direttamente in 3D agli occhiali più robusti e sofisticati che sostituiscono i famosi vecchi scomodi occhialini di cartone e consentono di toccare i mostri e gli alieni che «escono» dallo schermo. Jeffrey Katzenberg, il fondatore con Spielberg della DreamWorks e grande artefice dell’operazione, è convinto che il nuovo 3D sarà la terza grande rivoluzione tecnologica dopo l’avvento del sonoro e del colore. È probabile, ma per ora bisogna fare i conti con le poche sale attrezzate e con la durata del fenomeno una volta esaurito l’effetto sorpresa. «Mostri contro alieni» diretto da Rob Letterman e Conrad Vernon, al di là della fisiologica differenza percettiva, in ambedue le versioni è un normale film di fantascienza il cui punto di forza è un’animazione che tratta con straordinaria precisione mostri, alieni e umani con le caratteristiche psicofisiche dei personaggi reali o stravaganti e divertenti trasfigurazioni proteiformi: la giovane californiana Susan Murphy ribattezzata Ginormica che per gli effetti collaterali di un meteorite caduto sulla Terra proprio il giorno del suo matrimonio raggiunge l’altezza di 15 metri; il suo pavido fidanzato meteorologo Derek; il presidente degli Stati Uniti, l’orgoglioso e ottuso Hathaway, che per affrontare gli extraterrestri è costretto a ricorrere ai mostri; il Dottor Scarafaggio, un professore il cui cervello è stato inglobato nella testa di un enorme scarafaggio; Anello Mancante, creatura di congiunzione tra l’uomo preistorico e i suoi antenati sottomarini; B.O.B., una massa gelatinosa nata dall’incrocio tra un pomodoro geneticamente modificato e il rivestimento di un dessert; Galaxhar, l’alieno cattivo metà umanoide e metà calamaro. Tante le citazioni di personaggi e cult del passato, dalla fantascienza anni ’50 a «E.T.» e «Incontri ravvicinati del terzo tipo», dal «Dottor Stranamore» a «Blob».
Alberto Castellano
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Corriere della Sera, 10 aprile 2009
Uomini mascalzoni anche nei cartoon
Scegliete i locali che hanno il 3D, questa è l' attrattiva del cartoon fantasy, il primo digitale della Dreamworks, diretto a quattro mani dagli esperti Letterman e Vernon. Che per l' occasione si sono rifatti alle nostalgie delle ingenue avventure fantascientifiche degli Anni ' 50, ma con l' optional tecnologico e il vintage delle tre dimensioni che già Hitchcock voleva usare nel Delitto perfetto. Il filmone è fracassone, meglio l' ironia della prima parte con la sposina Susan che diventa gigantessa e si allea con gli altri mostri sequestrati dal governo, che la seconda tutta di battaglia. Sono divertenti i mostri ed hanno anche un messaggino di tolleranza, ma il film è pensato solo per la meraviglia dei piccini che si vedono rimbalzare in platea dallo yo yo alle meteoriti. E il bilancio morale è sempre a favore delle donne: gli uomini, che mascalzoni! voto 6,5
Maurizio Porro
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L'Unità, 3 aprile 2009
I mostri di San Francisco
Quando è venuto in Italia a perorare la causa di questo film “che rivoluzionerà la storia del cinema” (boom!), Jeffrey Katzenberg (fondatore della DreamWorks con Steven Spielberg e David Geffen) ha avuto i tappeti rossi che merita. Per lo spettatore medio assuefatto e ubriacato di immagini, che spesso non trova un motivo di andare in un cinema perché tutto sommato a casa ha uno schermo gigante e ottima amplificazione, i veri mostri di Hollywood stanno preparando altre trovate spettacolari: James Cameron lavora da tempo ad “Avatar”, concepito in 3D, pure Peter Jackson aveva qualche idea al riguardo e Steven Spielberg ormai non può essere da meno (India permettendo). Intanto George Lucas sta rimasterizzando in 3D la saga di “Guerre Stellari”, tanto per tenere il brand al passo coi tempi e spremere ancora in termini di diritti e merchandising. Le vere rivoluzioni non arrivano annunciate. Però sta a voi giudicare: nei cinema che sono già equipaggiati potrete vedere MONSTERS VS ALIENS in 3D con speciali occhiali. Inutile dire che il boss in trasferta doveva pur vendere la sua opera, che arriva dopo vari tentativi tutti più o meno sperimentali di trasformare lo spettacolo cinematografico in esperienza tridimensionale. Alla DreamWorks con potenti mezzi (e costi superiori del 10% rispetto agli standard dell’animazione) hanno tirato fuori una storia godibile.
Piccolo omaggio alla fantascienza sci-fi anni Cinquanta (e forse a quell’America ancora un po’ ingenua), racconta di Susan che il giorno del matrimonio viene colpita da un meteorite diventando “Ginormica” e per questo rinchiusa dall’Esercito in un carcere di massima sicurezza con altri mostri: il dottor Cockroach, uno scienziato trasformato in scarafaggio per colpa di un esperimento, Missing Link mezzo pesce e mezzo scimmia, B.O.B. tutto gelatina e l’Insettosauro, una specie di falena gigante. Poi però la nazione ha bisogno di lei per sconfiggere l’alieno Galaxhar che vuole invadere la terra. Si sacrificherà il Golden Gate Bridge di San Francisco ma un po’ di devastazione giova allo spettacolo. Tutti concentrati a cercare pretesti per utilizzare la tecnologia 3D gli sceneggiatori sono andati un po’ a memoria con la storia, piuttosto consueta e tarata per un pubblico di piccoli: non ci sono doppi sensi, ambiguità o malizia. Il comandante in capo delle forze armate Usa, ossia il Presidente, è uno spostato, pigro e bianco come tutti i personaggi del film. Naturalmente l’operazione va giudicata in massima parte per lo sforzo tecnico: si riesce a guardare senza disturbi (mal di testa, nausea, ma forse siete incinta!) e ci si dimentica di avere sul naso gli occhialetti (Katzenberg dice che sta studiando con Luxottica una versione da vista/3D). Che questo sia lo spettacolo del futuro, anche per i film con attori in carne ed ossa, forse è presto per dirlo. E sempre crisi economica permettendo.
Pasquale Colizzi
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Il Manifesto, 3 aprile 2009
Susan, la fanciulla mite che diventò «mostro»
Seguendo la ricetta del sottovalutato Abbott and Costello Meet Frankenstein (in cui la Universal sposava i suoi celeberrimi mostri - Dracula, Frankenstein e Uomo lupo - ai comici Gianni e Pinotto), per il suo primo film in animazione interamente in 3D, la DreamWorks saccheggia il repertorio dell'horror/sci fi anni cinquanta/sessanta, e lo rielabora in un oggetto che ha l'ambizione poco fantasiosa di inseguire come un laser qualsiasi demografica di pubblico immaginabile.
La linea di Monster vs Aliens non diverge molto da quella dell'animazione ammiccante «adulta» che lo studio di Katzenberg, Spielberg e Geffen aveva adottato con il fortunatissimo mostro verde Shrek. Istintivamente, forse, gli amanti del cinema di paura a basso costo, e alto tasso di effetti speciali fatti in casa, troveranno più simpatici i personaggi di questo film di Conrad Vernon (Shrek 2) e Rob Letterman (Shark-Tale), a partire da Ginormica, la gigantessa involontaria alta solo un pollice meno della mitica «50 foot woman» (la donna di cinquanta piedi) che seminò distruzione in California nel film di Nathan Juran del 1958. Anche la storia di Monsters Vs Aliens inizia in California, su un prato verde dove - nella sua versione pre-Ginormica- la protagonista Susan (voce di Reese Whiterspoon ma solo nella versione inglese) sta per sposare il presentatore della rubrica meteorologica del tg locale - un egocentrico belloccio (voce del soave Paul Rudd) che, poco prima della cerimonia, annuncia che il viaggio di nozze non si consumerà a Parigi, bensì nella vicina Fresno, dove ha appena avuto un avanzamento di carriera. Docile e comprensiva, Susan inghiotte la delusione senza batter ciglio, scrollando il sogno romantico di baguette calde e Tour Eiffel. È provvidenziale quindi, pochi minuti dopo, l'arrivo di una gigantesca meteorite destinata a cambiare la sua sorte e la sua personalità: avvolta da una luce verde smeraldo fuoriuscita dal mega-sasso (si scopre poi che è un concentrato di forza incredibile), Susan assume tutto a un tratto le dimensioni di un pallone da parata di Thanksgiving. Catturata come di prassi dall'esercito (e con la dovuta strizzata d'occhio a Gulliver e Lilliput), la ragazza viene rinchiusa in una base segreta popolata da altri «mostri»: uno scienziato con la testa da insetto (vedi The Fly), un incrocio tra un pesce e un inguana (il riferimento è Creature of the Black Lagoon), un grumo gelatinoso (The Blob) e un lepidottero enorme (ispirato al giapponese Mothra nel classico The Luminous Fairies and Mothra). Si tratta di un gruppetto piuttosto amabile e gaudente che, a sorpresa, viene reclutato dal governo per combattere l'invasione di una specie ferocissima di alieni sotto forma di strane torri blindate o di marziani alla Tim Burton. Da Dr. Stranamore a Close Encounters of the Third Kind, a tutta la sci paranoica della guerra fredda, i riferimenti alla pop cultura sono infiniti. E nello smidollato presidente Hathaway non si fa fatica a riconoscere una buona dose di Bush Jr. Il 3D tanto pubblicizzato nella campagna promozionale del film, è riuscito ma meno ardito o sperimentale di come lo si vorrebbe -anche se Ginormica che si fa catastroficamente largo per San Francisco come se fosse una città giocattolo è un bello spettacolo. Alla fine, nonostante tanti ingredienti «giusti» Monsters vs. Aliens rimane un film che manca di meraviglia, di gioia interiore (quella di Monsters Inc. per esempio), persino un po' noioso. Ed è un peccato perché i «cimeli» del genere questa volta li hanno scomodati proprio tutti.
Giulia D'Agnolo Vallan
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Il Messaggero, 3 aprile 2009
Le donne vincono
Anche in 3 D
Prepariamoci. L’invasione del 3D coinciderà con un’iniezione ancora più massiccia di cinememoria nel corpo e nelle menti dei più piccoli, primi ma non esclusivi destinatari del genere. È uno degli effetti benefici della nuova tecnica. Perché fare un costosissimo cartoon di fantascienza in 3D senza attingere ai tesori accumulati da decenni di geniale cinema di serie B? Detto fatto, ecco Mostri contro Alieni, una ricapitolazione comico-demenziale che frulla tutti insieme mostri della laguna nera, scienziati-insetto, blob pazzerelli e femmine giganti (nonché gigantescamente sexy) in un’avventura che sancisce, l’avessimo dimenticato, la superiorità del gentil sesso sui maschi residui. Come King Kong, l’eroina diventata alta come un palazzo nel giorno delle nozze afferra lo sposo infido nelle sue manone. Come Sigourney Weaver, affronta alieni perfidi (e vanitosi) su enormi astronavi minacciose. Come il tenente Bullitt, corre all’impazzata sui saliscendi di San Francisco, ma usando le auto come pattini. Ritmo indiavolato, gag a raffica, dialoghi esilaranti, fanno quasi dimenticare il calo fisiologico del terzo atto, l’immancabile battaglia spaziale. Peccato veniale. A un film che mostra dove ci porterà l’identificazione biometrica (gli occhi, le impronte digitali, la lingua, il gomito...) si perdona ben altro.
Fabio Ferzetti
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