Un fantasy per l’ora del tè
Il libro può pure aver influenzato J. K. Rowling, ma il film ha avuto un budget molto al di sotto dei suoi Harry Potter. Troppi fantasy passati sotto i ponti negli ultimi anni per farci impressionare da Moonacre - I segreti dell’ultima luna di Gabor Csupo (Un ponte per Terabithia) tratto da Little White Horse (1946), il romanzo illustrato di Elizabeth Goudge che l’autrice di Harry Potter considera un’ispirazione. La piccola Maria Merryweather (Dakota Blue Richards) deve far scoppiare la pace tra due famiglie rivali che, per via di una maledizione, rischiano di vivere in una valle presto inghiottita dalle tenebre. La magia è più da immaginare che da vedere. C’è una bella foresta (in Ungheria, patria del regista), un maniero ottocentesco, una protagonista troppo perfettina (la Richards de La bussola d’oro) ed effetti speciali al computer grossolani (dei cavalloni che si trasformano in cavalli come ma peggio di una scena de Il signore degli anelli). La baracca viene salvata da un buffo chef che si sposta con la velocità di un lampo e da un tono vecchio stile che elimina tensione ma anche volgarità. Per giovani donne in pausa del tè. In bustina.
Francesco Alò