Lluis Pasqual dirige con intelligenza la satira di Belbel
Móbil, nevrosi con 4 cellulari
La feroce banalità del nostro
vivere è la protagonista
della commedia Móbil del quarantenne affermato scrittore catalano
Sergi Belbel, portata in scena da uno dei grandi registi europei, il
catalano Lluis Pasqual. Una coppia di artisti per la prima volta insieme
per raccontare in 28 scene un oggi nevrotico che corre lungo le onde
del telefono cellulare, móbil appunto, che annulla
e confonde le distanze e permette, in un eterno presente che è sempre
un' assenza, di ammansire i sensi di colpa trasformandosi in una sorta
di guinzaglio telematico che placa le ansie da distacco. Uno strumento
che può diventare
di tortura, ossessivamente al centro di ogni rapporto, al quale si affidano
anche confessioni che guardandosi negli occhi difficilmente si riuscirebbe
a fare. Belbel con un linguaggio semplice, basso e colorito, tra ironia
e dramma intreccia le storie di due madri sessantenni e dei loro figli.
Sara è una signora «comune
e normale», protettiva, sola, separata da 10 anni, con una capacità di
godere della vita nascosta sotto il ruolo di donna «abbastanza
all' antica» con
una figlia, Rosa, nevrotica, infelice che non sa affrancarsi dal rapporto
con i genitori, e ossessiona gli uomini con i quali ha storie d' amore.
Claudia è una
ricca vedova dirigente d' industria in perenne carriera e lotta con l'
età che
schiavizza il figlio Jan, bravo ragazzo senza molte qualità. Le
due donne si trovano all' aeroporto quando scoppia una bomba, le assillanti
comunicazioni con i figli saltano per riprendere poco dopo. Sono illese,
tutto è come
prima ma nulla sarà più come prima. Rosa tra lacrime e
alcool in una durissima telefonata carica di accuse e rancore si ribella
al padre, Jan incontra Sara, ha una notte di sesso e «possedendo» una
donna-madre trova la forza per ribellarsi, sempre al telefono, a sua
madre. Una storia che Pasqual porta in scena intelligentemente giocando
sui ritmi di parole che fluviali scorrono tra rapporti virtuali per riempire
vuoti di esistenze. Due panche nere semovibili e sullo sfondo un lungo
schermo in led su cui compaiono sms, ambienti, volti, e 4 bravi attori
Rosa Novell, Maife Gil, Marta Marco e Carles Francino, per uno spettacolo
che racconta la difficoltà di vivere e d' invecchiare
all' ombra di un oggi sempre meno riflessivo e sempre più anafettivo.
MÓBIL di Belbel/Pasqual Teatro Studio di Milano
Magda Poli