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Mnemosyne, il ritorno di AfroditeMnemosyne, il ritorno di Afrodite

opera per Danza, Banda e Teatro -
da Aristotle, Platone e Euripide
drammaturgia Gatti/Tringali/Luna/Lama/Gangale/Cangiano
costumi Livia Fulvio
scene Petrokos Usaja
disegno luci Stefano Stacchini
musiche originali per archi Patrizio Marrone
direzione banda M° Carmelo Capizzi
regia e coreografia Aurelio Gatti
assistente alla regia Filippa Ilardo
si ringrazia per il contributo poetico e cronistico Silvio Raffiotta
con Gianna Beduschi, Paola Bellisari, Carlotta Bruni, Giuseppe Bersani
Annalisa D’Antonio, Gioia Guida, Rosa Merlino, Giorgio Napolitano
e Elisa Diddio, Raffaele Gangale, Pietro Pignatelli
e Sebastiano Tringali, Ernesto Lama, Filippo Luna
e la partecipazione di Benedetta Capanna nel ruolo di Afrodite
soprano Elisa Turlà
violino M° Antonio Pellegrino
Banda "A. Giunta"- Calascibetta
diretta M° Carmelo Capizzi

   
 
www.Sipario.it, 6 agosto 2010

"Mnemosyne, il ritorno di Afrodite" è un'opera per danza, banda e teatro nella regia di Aurelio Gatti, prodotto da MDA Produzioni Danza e Compagnia dell'Arpa, che abbiamo visto nel suggestivo teatro di Segesta.
Una scena sobria ed essenziale che rappresentava un festa di paese per il ritorno della Venere di Morgantina. Un violino introduce il fatto, la eccezionale soprano Elisa Turlà chiude la scena con la Lacrimosa" del Requiem di Mozart.
I documenti da cui viene tratta la storia sono stati assembrati da Filippa Ilardo: la ricerca è stata molto apprezzata dal pubblico presente che ha seguito con attenzione e partecipazione lo spettacolo.
La piazza condotta e vivacizzata da un barbiere, il bravissimo Filippo Luna, da attori, tra cui Elisa Di Dio, Sebastiano Tringali,  musicisti e danzatori, ha dato corpo a rari momenti di poesia a quello che si può definire una denuncia sociale di un fatto importante ma così poco sentito dal popolo siciliano.
La Venere di Morgantina, tanto attesa a livello culturale, è l'occasione per esprimere la dolorosa constatazione del disinteresse del popolo siciliano per ciò che riguarda la nobiltà delle sue radici. La Venere si collega direttamente all'identità del popolo, del sud del Mediterraneo. L'umanità variegata che ruota attorno al grande evento sembra a volte dimenticare l'evento medesimo.
La fine dello spettacolo, tra le verità dell'archeologo, Sebastiano Tringali, e il grottesco che vien fuori dalle effimere necessità dei presenti ,esprime le realtà politiche ed umane che non hanno niente a che fare con l'arrivo di un reperto tanto atteso ma disatteso al contempo, pretesto di varie passerelle di intellettuali di paese e di politici.
In scena gli attori: Elisa Di Dio (moglie del professore, degli assessori e del sindaco, amante di don Raffa), Raffaele Gangale (Don Raffa, il tombarolo), Ernesto Lama (professore, assessori e sindaco), Filippo Luna (Filippo il barbiere), Sebastiano Tringali (l'archeologo prof. Cacchioli), Pietro Pignatelli (Ciccio Sgueglia, ricettatore di Portici);
i danzatori: Benedetta Capanna (Venerina), Gianna Beduschi, Paola Bellisari, Carlotta Bruni, Giuseppe Bersani (lo scassatore), Annalisa D'Antonio, Gioia Guida, Rosa Merlino, Giorgio Napolitano;
la cantante Elisa Turlà (soprano) esegue l'aria "Lacrimosa" dal Requiem di Mozart accompagnata dal violino di Antonio Pellegrino;
Il coro del laboratorio teatrale "Il Teatro dei Territori": Melania Irene Calabrese, Rosalba Cannella, Aurica Livia D'Alotto, Paolo D'Angelo, Noa Di Venti, Pietrina Saija, Antonella Schirò, Aurora Tilaro;
La banda "A. Giunta" di Calascibetta, diretta dal M° Carmelo Capizzi
regia e coreografia Aurelio Gatti; aiuto alla regia Filippa Ilardo; musica originale Patrizio Marrone; musiche per banda Carmelo Capizzi; costumi Livia Fulvio; scene Petrokos Usaja;  luci Stefano Stacchini; realizzazione costumi Annamode; realizzazione scene Capannone Moliere.
Lo spettacolo sarà al Festival della Magna Grecia, in settembre.
 
Rosanna Bocchieri

     
 
© Sipario 2011