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Miserabili. Io e Margaret ThatcherMiserabili. Io e Margaret Thatcher

con Marco Paolini
complesso musicale: Mercanti di Liquori Lorenzo Monguzzi, Piero Mucilli, Simone Spreafico
testi di Andrea Bajani, Lorenzo Monguzzi, Marco Paolini, Michela Signori
musiche dei Mercanti di Liquore

   
 
www.Sipario.it, 29 agosto 2007

Marco Paolini e I Mercanti di Liquore registrano il tutto esaurito nel delizioso teatro Astra di Bassano Del Grappa che ospita quest'edizione dell'Operaestate Festival Veneto.
"Miserabili" è uno spettacolo che se fosse una ricetta sarebbe classificabile come di "difficoltà media", non certo per quanto riguarda la fruizione ma per la quantità di ingredienti che la costituiscono. Ebbene,sarebbe estremamente facile parlarne bene: Marco Paolini a suo agio, modestamente istrionico si destreggia tra musicisti accattivanti illustrando sprazzi economici con trovate che fanno sorridere, a partire da un dialogo con la Thatcher 'che sarà pure di ferro ma è piena di merda' che a modi di un dio greco viene designata come fonte o almeno principio di ogni nostro male. La leggerezza con cui Paolini affronta la tematica c'è, la musica fa da quadro, la risata è più o meno assicurata e il pubblico compiaciuto applaude entusiasta sprofondando nelle poltrone e mugognando segni di approvazione. Eppure... gli ingredienti ci sono ma il risultato ci appare comunque insipido, o a detta dei toscani "sciocco". Sì, perché il tutto è estremamente piacevole, ma tradisce lo scopo che Paolini sembrava essersi prefissato: far pensare. Lui stesso cita Gaber sul finire dello spettacolo ammonendo gli spettatori: "Non dovete ascoltare le canzoni di Gaber, ma pensarle". Ciò nonostante "Miserabili" ci suona, in tutti i sensi, come una comoda formula di intrattenimento nascosta dietro la maschera della 'denuncia', evitando un reale approfondimento dei temi toccati per privilegiare un più superficiale e generico consenso.
E come i due giovani imprenditori descritti nello spettacolo che per "arrivare" devono superare le prova dei carboni ardenti, ci sembra che Paolini voglia stupire ma senza scottarsi e salta così facendo da una parte all'altra sfornando una performance irritantemente tranquillizzante.

DG

     
 
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