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Milano Palermo - Il Ritorno
regia Claudio Fragasso
con G. Giannini, R. Bova, R. Memphis, S. Corrente, R. Mondello, G. Pession
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Il Messaggero, 30 novembre 2007
Poliziesco italiano: a volte tornano
E' sempre confortante quando il cinema italiano ritorna industria astuta. E' quasi esaltante che lo faccia anche con inseguimenti e pistole oltre che con farse e amorazzi adolescenziali. E' però piuttosto deprimente che il sequel di un gioiellino poliziesco come Palermo-Milano solo andata (1995), che dodici anni fa ebbe successo perché fresco e vibrante, risulti ora vecchio e già visto. Troppa fiction, peraltro ispirata all'originale, è passata sotto gli occhi per rendere Milano-Palermo: il ritorno, sempre diretto da Claudio Fragasso, un prodotto apprezzabile. Più primi piani che azione, più facce da tv che momenti di cinema. Torna gran parte del cast originale con Bova poliziotto corrucciato, Giannini cassiere della mala pentito e i redivivi Memphis e Benigno. Stavolta si viaggia da Nord a Sud con spari in autogrill, nipoti sequestrati e mafiosi sofisticati (Enrico Lo Verso). Successo di pubblico al primo weekend, che dimostra quanto amore ci fosse per
l'originale. Quando al fiuto industriale si accompagnerà anche la qualità saremo a cavallo. Ma almeno Fragasso si è mosso con acume. Non come quelli che hanno svenduto il nostro Dylan Dog a una mediocre produzione hollywoodiana. Dovevamo farlo noi.
Franceso Alò
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Il Mattino, 24 novembre 2007
Melodramma mafioso tra inseguimenti e ritmi tv
A più di dieci anni da «Palermo-Milano solo andata», che fu premiato al botteghino per l'originale (per il cinema italiano) contaminazione del mafia movie con il poliziesco d'azione on the road all'americana, esce ora il sequel «Milano-Palermo: il ritorno», giustificato dalla necessità di scortare di nuovo il pentito Leofonte, ma facendo il percorso inverso. Con la conferma della squadra vincente del primo film (cambiano solo gli altri poliziotti), il regista romano Claudio Fragasso e i tre protagonisti Giancarlo Giannini, Raoul Bova e Ricky Memphis, ai quali si è aggiunto Enrico Lo Verso nel ruolo di uno spietato boss della nuova mafia, il seguito mette in gioco un'overdose di sentimenti cementati dai legami di sangue, dall'amore che unisce un poliziotto e la figlia di un mafioso, dal ricatto morale dei bambini coinvolti. Quando il ragioniere della mafia Turi Leofonte, collaboratore di giustizia, esce di galera dopo aver scontato undici anni, ritrova due vecchie conoscenze, il vice questore Nino e l'ispettore Remo, che lo scortano verso Palermo. La missione si rivela una sfida apocalittica e sanguinaria: le famiglie Gela e Scalia contro le quali Leofonte ha testimoniato nel maxi processo vogliono vederlo morto, ma prima devono carpirgli la combinazione con la quale il ragioniere può accedere a 500 milioni di euro. Il sovraccarico melodrammatico non giova al nuovo capitolo e Fragasso dà il meglio negli spettacolari inseguimenti, nel collaudato repertorio dei serrati scontri a fuoco e negli ariosi movimenti circolari alla De Palma (non a caso sottolineati dalle musiche di Donaggio). Più statici e televisivi i frequenti primi piani del bel Raoul e del sempre affascinante Giannini.
Alberto Castellano
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Corriere della Sera, 23 novembre 2007
La mafia raccontata come in un fumetto
A 11 anni dal viaggio di andata, che vinse due David, ecco quello di ritorno, col ragioniere della mafia Giannini che esce di galera col segreto dei tesoretti, perciò gli rubano on the road il nipotino. Pum pum, bang bang tra autogrill, con la squadra in piena adrenalina televisiva e un camioncino con dei fratelli pizzaioli di bufala che serve tra vorticosi piani sequenza da giostra a stemperare se non a interrompere l'emozione che il regista Fragasso non crea mai. Tutto stereotipato in funzione telefilmica, il racconto è da sceneggiata-fumetto, con i piccini in pericolo e le donne in dialetto folk siciliano. Esemplarmente sciatto, il film fa rimpiangere i poliziotteschi, ma annuncia a fine carneficina col volto del piccolo che non è finita qui. Gli attori ce la mettono tutta, da Raul Bova anche producer a Ricky Memphis, oltre alle new entry del perfido Lo Verso, della Pesson e De Rienzo, che nel suo film stava dall'altra parte.
VOTO: 4
Maurizio Porro
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