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MeravigliosoMeraviglioso

di Max Giusti, Stefano Fabrizi e Riccardo Cassini
regia: Cristiano D'Alisera
con Max Giusti
Roma, Teatro Olimpico, dal 17 febbraio al 22 marzo 2009

   
 
Il Messaggero, 7 marzo 2009

Il nuovo show di Max?
E’ cosa buona e Giusti

Quando il successo televisivo incalza, c’è da temere per chiunque. Anche per un appassionato e fedele cultore del palcoscenico quale è Max Giusti. A lungo insidiato e premiato dal piccolo schermo, l’attore romano, però, non pare aver dimenticato l’antica fiamma. Per dimostralo si è concesso un nuovo show, Meraviglioso (il titolo viene dall’omonima canzone di Domenico Modugno), e lo sta interpretando con entusiasmo particolare al Teatro Olimpico, dove rimarrà fino 22 marzo.
Il testo lo ha scritto assieme a Stefano Fabrizi e Riccardo Cassini, partendo dall’amarcord per arrivare alla satira. E’ un’epopea affettuosa e ardente dei ruggenti Settanta, il racconto del primo amore (serio), della renitenza di mamma alla ragazza del figlio, del percorso sentimentale considerato nei suoi picchi positivi e negativi, dalla dichiarazione d’amore al matrimonio-tomba-dell’eros, eccetera. Esilarante il profilo del separato che torna a vivere dai genitori, indossa gli abiti di una volta, inforca gli occhiali a specchio e rimorchia in discoteca, con la disabitudine e gl’impacci del caso. Max si lascia andare, fra una battuta e l’altra, perfino alla tenerezza. E gli spettatori, soprattutto i coetanei, si beano di cose condivise. Poi, fra una canzone e un rap, ecco l’attualità, le parodie, le caricature, le macchiette. Ecco il sociale e il politico, i bersagli eccellenti e quelli anonimi, persino la parafrasi religiosa che acchiappa il consenso rieditando un Gesù virile, lavoratore e dalla pelle scura memore, nel “caratteraccio”, del Christ superstar di Lloyd Webber.
Accompagnato da sette musicisti, il performer interagisce con loro. In alcuni momenti è burla aperta. Sullo sfondo, nuvole vorticose in cieli verdi, rosa e violetti creano la cornice a figure simboliche, ad immagini che sottolineano i contenuti del testo. Le scene sono di Attilio De Luca; la regia (se di regia Max ha bisogno) la firma Cristiano D’Alisera.

Rita Sala

     
 
© Sipario 2011