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Mediterranea
coreografia: Mauro
Bigonzetti
musiche: W.A. Mozart, G.Ligeti, G.P. da Palestrina e musiche dalle culture del
Mediterraneo
scene e costumi: Carlo Tirelli
con Massimo Murru e Corpo di Ballo
del Teatro alla Scala
Milano, Teatro Arcimboldi, dal 25 al 30 marzo 2008
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Panorama,
n. 15 2008
Amicizia da maschiacci
Se sia un capolavoro Mediterranea,
il balletto che Mauro Bigonzetti ha ricreato per il corpo
di ballo della Scala e messo in scena al Teatro Arcimboldi,
se ne può parlare.
Di sicuro è un pezzo che piace al pubblico, diventerà un
dvd e in più fa ballare, e molto, la compagnia.
Insomma, se ne sentiva il bisogno. Mediterranea, cioè tutte
le culture e le musiche che si affacciano sul Mare nostrum
mescolate a Wolfgang Amadeus Mozart e György Ligeti.
Costruito come momenti di insieme alternati a passi a due,
il balletto si dipana mettendo in risalto forza giovanile
e bellezza, energia e velocità. Mai lo stile classico è stato
così lontano. Al centro la danza da maschiacci di
Massimo Murru e Antonino Sutera. I due dispiegano formidabile
atletismo mescolato a tenerezze mediorientali (la musica
tradizionale turca aiuta molto); è un'amicizia virile
molto mediterranea, un continuo gioco a rincorrersi affettivo
fra voglia di cedere e tenere duro. Si baciano alla fine? È un
segreto da non anticipare.
Sergio Trombetta
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La Stampa,
3 aprile 2008
Il balletto della Scala brucia
di passione "Mediterranea"
Mauro Bigonzetti, romano, cresciuto come danzatore al
Balletto di Toscana, a lungo direttore artistico dell'Aterballetto,
oggi freelance e cinquantenne di successo, è certamente
il coreografo italiano più conosciuto fuori dai
patri confini. I suoi ultimi explot sono americani. Al
New York City Ballet ha appena messo in scena con successo
Oltremare, balletto che racconta storie di immigrati italiani
in America. Per i Grands Ballets Canadiens ha realizzato
una frizzante versione delle Quattro Stagioni. Nella seconda
metà di aprile Aterballetto presenterà allo
Châtelet di Parigi due suoi lavori: Cantata e Wam.
Ora è la volta della Scala, che lo ha invitato per
la quarta volta: agli Arcimboldi è andato in scena
Mediterranea, balletto compatto, poco più di un'ora
e mezza, una meditazione danzata sul Mare Nostrum, che
Bigonzetti aveva realizzato molti anni fa per il Balletto
di Toscana e che ora ha ripreso per gli scaligeri. Il mondo
popolare del Sud, gli incroci di musiche, la fusion di
culture sembrano ancora affascinare il creatore. Non sarà una
novità, forse; al Mediterraneo, per dire, era arrivato
prima Béjart con le sue Danze Greche, ma di sicuro
questo è un pezzo di quelli che si vendono bene,
piace al pubblico, diventerà un dvd prodotto da
Raitrade. In più fa ballare, e molto, la compagnia.
Insomma, se ne sentiva il bisogno.
Mediterranea, cioè tutte le culture e le musiche
che si affacciano sul nostro mare mescolate a Mozart e
a Ligeti: nenie Turche, ritmi maghrebini, singhiozzanti
voci spagnole. Costruito come momenti di insieme alternati
a passi a due, il balletto si dipana mettendo in risalto
forza giovanile e bellezza, energia e velocità. È evidente
che dietro le quinte c'è il Béjart che privilegiava
la danza maschile. Qui Bigonzetti sa far muovere con uguale
energia comparto maschile e femminile, ma è quando
lavora con i soli ragazzi che l'invenzione coreografica
da il meglio di sé. Si mettono in luce Maurizio
Licitra, Riccardo Massimi, Beatrice Carbone. Costumi bianchi
si alternano a rossi e a top e calzoncini neri. Mai lo
stile classico è stato così lontano. Mediterranea
si rivela una bella palestra di novità. Che il contemporaneo
si addica agli scaligeri? Come dicono i vecchi marpioni,
nel contemporaneo, a differenza del classico, se sbagliano
non si vede.
Il cuore di Mediterranea pulsa all'unisono nelle esibizioni
da maschiacci di Massimo Murru e Antonino Sutera. Murru,
soprattutto, sembra aver trovato finalmente qualcuno in
grado di mettere in luce non soltanto il coté oscuro
e ombroso, ma anche le sue capacità acrobatiche.
I due dispiegano formidabile atletismo mescolato a tenerezze
mediorientali: la musica tradizionale turca aiuta molto.
Prende piede così nel corso di tutto il balletto,
ogni volta che i due si incontrano in scena, la descrizione
di un'amicizia virile molto mediterranea, un continuo gioco
affettivo a rincorrersi fra voglia di cedere e tenere duro.
Una volta uno si lancia con forza e slancio nelle braccia
dell'altro che lo afferra al volo, la volta dopo è il
primo che si abbandona mollemente all'abbraccio del secondo.
Ma si baciano i due, alla fine? Questo è un segreto
che non vi sveleremo.
Sergio Trombetta
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Corriere della Sera,
27 marzo 2008
Murru trascinante in uno spettacolo un po' datato
Mauro Bigonzetti, romano, quasi cinquantenne, ha segnato
con modernità ed eclettismo il nuovo corso della
coreografia italiana; il suo nome è legato alle
fortune dell' Aterballetto, la prima importante compagnia
libera nata in Italia, molti suoi lavori circolano felicemente
nel mondo. Ora la Scala accoglie in repertorio, in edizione
rinnovata e numericamente raddoppiata, un titolo del 1993, «Mediterranea»,
e il pubblico, agli Arcimboldi (repliche fino al 30 marzo),
ha calorosamente applaudito. «Mediterranea» è un
viaggio attraverso le culture dei nostri mari, culla delle
civiltà europee, e anche un messaggio di apertura
intellettuale sia verso le nostre radici (in termini musicali,
si passa da Palestrina a Ligeti con una citazione discutibile
della «Marcia turca» di Mozart) che verso il
cuore di Paesi che nascono o tornano a vivere. Corre aria
di Spagna - bello il duetto in cui un macho maltratta una
fanciulla - e di Tunisia e c' è molta Turchia tradizionale.
Rumori d' acqua, canti religiosi, silenzi, in un ambiente
che non ha profumo di felicità, poiché sulla
scena stanno due alberi abbattuti. Fisicità estrema,
ballerini atleti che si prodigano e che danno il meglio
quando le danze diventano espressione di pathos collettivo.
Massimo Murru e Antonino Sutera sono i protagonisti di
una spettacolo un pò datato ma trascinante; il gruppo
dei solisti scaligeri, dove spicca Francesca Podini, si
adatta con bravura. Musica registrata, costumi all' americana,
fra il balneare e le tuniche «classiche», disegnati
da Tirelli col pensiero rivolto a Forsythe e Martha Graham.
Successo.
Mario Pasi
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Avvenire,
29 marzo 2008
Scala, Bigonzetti con «Mediterranea» fa «navigare» nell'aria
i grandi ballerini
È piaciuto al pubblico degli Arcimboldi Mediterranea
di Mauro Bigonzetti terzo titolo della stagione di balletto
della Scala. Su una base accademica il coreografo romano
cresciuto nell'ambito dell'Aterballetto, di cui è tuttora
direttore artistico, elabora una gestualità astratta
ma fantasiosa che evoca, più che descrivere, suggestioni
attinte dal patrimonio dei popoli bagnati dal Mediterraneo.
Il mare dalla forte valenza simbolica, quello dei greci
e dei romani, che permette l'incontro e il confronto tra
culture diverse ma attratte l'una dall'altra.
L'idea che sta a fondo di questo balletto, che nato agli
albori degli anni Novanta é stato ora ricreato per
la bella compagine della Scala, è infatti quella
del viaggio sentimentale dentro lo stesso viaggio, contrastato
ed eterno, dove si immergono i viandanti di ogni epoca.
E proprio per questo, e per evocare la ricchezza di tante
eredità comuni stratificate nel corso dei secoli,
il coreografo si serve di un felice, sempre catturante
mix musicale curato con Paride Bonetta. Tutto a scorrere
in una serie di quadri in rapida successione che danno
vita a un discorso gestuale interessante. Con forza e virtuosismo
atletico i danzatori a creare movimenti portati all'estremo
per suscitare immagini inedite e singolari. Danzatori che
attraversano la scena talora volandovi come per folate
ventose, talaltra come se venissero risucchiati da onde
marine. Danzatori che si combattono, si confrontano, si
attraggono nell'incessante ricerca di una osmosi. Per i
ballerini scaligeri ,e soprattutto per la sezione maschile
(si impongono fra i molti Massimo Murru e Antonino Sutera)
che meglio di quella femminile sembra recepire il linguaggio
contemporaneo, una bella prova di vitalità.
Domenico Rigotti
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Il
Manifesto,
30 marzo 2008
Dinamici uomini di terra e di mare
Agli Arcimboldi di Milano il balletto ormai storico «Mediterranea»
Massimo Murru, con Roberto Bolle primo ballerino étoile
della Scala, ha costruito la propria carriera su una linea
drammatica fortemente consapevole del timbro interiore
dei ruoli che interpreta. La sua presenza in scena non è mai
giocata sulla virtuosistica resa tout-court della tecnica
ma è costantemente alla ricerca di un taglio interpretativo
che attraverso le maglie della coreografia denudi e riveli
il soggetto. Lo ha fatto con classici del Novecento come
Romeo e Giulietta, reinterpretato anche in questa stagione
accanto a Emanuela Montanari, ballerina scaligera che ricorda
Fracci per soavità dello stile, con L'Histoire de
Manon, La Dame aux Camélias, in titoli di Mats Ek
e Roland Petit. Murru è non a caso l'artista scaligero
prediletto da una diva che sa dare attualità al
balletto qual è la volitiva étoile Sylvie
Guillem.
Fino a stasera Murru è agli Arcimboldi di Milano
in uno dei balletti di maggior successo firmati dal coreografo
italiano Mauro Bigonzetti: Mediterranea, rinato per il
Balletto del Teatro alla Scala oggi diretto da Elisabetta
Terabust. Mediterranea è una circumnavigazione evocativa
delle culture del Mare Nostrum che Bigonzetti firmò nel
1993 per l'allora in fiore Balletto di Toscana. Un titolo
che ha girato il mondo, nato per dodici interpreti, ora
diventati una trentina.
Dopo aver diretto per dieci anni l'Aterballetto, di cui è ancora
coreografo principale, Bigonzetti da inizio 2008 è tornato
free-lance, decisione che ben si lega alle crescenti creazioni
richiestegli da compagnie internazionali dallo Stuttgart
Ballett al New York City Ballet. Con i ballerini scaligeri
Bigonzetti ha rielaborato le linee originali del movimento
coreografico di Mediterranea esaltando il virtuosismo del
suo stile. Lo si vede nei nutriti momenti di massa e soprattutto
negli intricati passi a due resi in particolare da alcuni
interpreti: oltre a Murru e Monica Vaglietti, Gabriele
Corrado e Francesca Podini, la danzatrice più intrigante
nell'affrontare senza enfasi, con graffio nervoso e dinamico
il balletto.
Sul collage musicale che abbina musiche provenienti da
Turchia, Spagna, Grecia, Sardegna, a Mozart e Ligeti, Bigonzetti
sospende il suo viaggio in un luogo senza tempo (scene
e costumi di Roberto Tirelli) espandendo le sue linee energetiche
a partire dal contrasto tra l'Uomo di Terra, Murru, e l'Uomo
di Mare, Antonino Sutera. È un dialogo non privo
di seduzione: Sutera lo danza nell'accensione interpretativa,
Murru opta per un altro registro. Il suo Uomo di Terra
entra nella coreografia con un segno quasi astrale, nel
quale le linee intricate e potenti del gesto rifuggono
da qualsiasi aneddotica impaginandosi in una ambiguità puramente
dinamica. Questa volta Murru gioca di astrazione. Si veda
anche l'assolo su Ligeti: intrecci, balzi e cadute fulminanti
accanto ai quali gesti espressionisti come la mano che
diventa maschera sul volto evitano il rischio del già detto
attraverso uno stile privo di affettazione narrativa. Un'opzione
da espandere al gruppo sulla via di una nuova modernità del
balletto.
Francesca Pedroni
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