|
|
| |
| |
| ricerca per titolo |
| A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9 |
| |
|
| * Per leggere
la trama clicca sulla Locandina |
Ember - Il mistero della città di luce
di Gil Kenan
con Saoirse Ronan, Tim Robbins, Bill Murray, Harry Treadaway, Martin Landau, Marianne Jean-Baptiste
|
| |
Corriere della Sera, 19 dicembre 2008
Una tangentopoli nella città sotto terra
Anche nelle città del regno fantasy, edificate sotto terra dopo la fine del mondo, comanda Tangentopoli, la vocazione all'interesse personale e alla corruzione primo comandamento. Due ragazzi cui capitano in sorte mansioni opposte scoprono segreti e bugie: sarà necessario cercare la luce sia in senso fisico (nelle viscere della Terra un generatore assicura una autonomia di 200 anni) che metaforico. Un insolito film di avventure un po' alla Verne, claustrofobico e immaginifico e in cui il mondo di domani sarà anch'esso salvato dai ragazzi che si chiedono perché. Tratto da un romanzo edito da Fabbri, il racconto è opportunamente ornato di effetti, scoppi, luci, ma anche di una dimensione da commedia teen ager un po' alla Spielberg in cui il regista Gil Kenan (Monsters house) ha individuato un popolo catatonico con partecipazione di Tim Robbins, Martin Landau e del sindaco Bill Murray.
VOTO: 6,5
Maurizio Porro
|
| |
Il Messaggero, 19 dicembre 2008
In una città sotto terra
il futuro dell'umanità
A forza di ripetere che il cinema Usa è ridotto a puro business per il mercato globale si finisce per dimenticare una piccola grande verità. Cioè che malgrado tutto perfino oggi, nel cuore di Hollywood, c'è chi dà vita a imprese azzardate e molto personali, benché condotte con mezzi faraonici, per puro gusto del cinema.
È il caso del primo film "dal vero" del londinese Gil Kenan, classe 1976, l'enfant prodige rivelatosi con il 3D Monster House (prodotto da Spielberg e Zemeckis), che aggiunge una tessera originale alla ricca collezione di film-arca sfornati in questi anni dal cinema Usa. Sarà l'effetto serra, sarà la presidenza Bush, ma non si sono mai viste tante storie di sopravvissuti rintanati in qualche angolo del pianeta (o del cosmo: vedi Wall-E) e decisi a rifondare la civiltà. Oppure a tornare nel paese (sul pianeta: ancora Wall-E) abbandonato per cause di forza maggiore.
Tratto dal best-seller omonimo di Jeanne DuPrau (Rizzoli), Ember - Il mistero della città di luce si distingue dagli altri film-arca per molte ragioni. Uno: è ambientato in una città sotterranea che a 200 anni dalla fondazione comincia a cadere a pezzi per incuria e egoismo di governanti e governati. Due: ha per protagonisti due ragazzi, i primi a capire che c'è del marcio in quella cittadella assediata dalle tenebre in cui tutto, viveri, elettricità, tempo libero, è razionato, ma da cui è rigorosamente vietato uscire. Tre: non indulge alla solita fantasociologia perché nulla sapremo sulle ragioni per cui è stata costruita Ember, metafora così perfetta da fare a meno delle spiegazioni.
Guerra atomica? Minaccia esterna? Catastrofe ecologica? Il breve prologo non offre lumi; in compenso mostra i fondatori di Ember, i "Costruttori", volti e corpi anonimi, segnati dal tempo, ma con qualcosa di "vero" e rassicurante. Facce non giovani da tornitori, da carpentieri, da ingegneri. Da pionieri. Lontane dal superomismo cui ci hanno abituato tanti film-fumetto. Kenan insomma fa il contrario di tanti registi alla moda. Gli altri "fumettizzano" il cinema. Lui porta un po' di cinema, cioè di complessità, di contrasti, di gusto per il racconto (raro vedere un film dal vero girato e montato con tanta fluida inventiva), dentro schemi da fumetto.
La fiaba infatti non ha nulla di nuovo: c'è un sindaco corrotto da smascherare (Bill Murray); un padre inventore ribelle (Tim Robbins); una coppia di eroi giovanissimi (la deliziosa Saoirse Ronan, Harry Treadaway) alle prese con macchinari giganteschi (i padri Costruttori avevano pensato a tutto!) e losche macchinazioni.
Eppure questo "Brazil per ragazzi", come ha detto qualcuno, scritto dalla sceneggiatrice di Tim Burton, Caroline Thompson, appassiona per le idee, per le magnifiche scenografie low cost (a Ember tutto scarseggia, dalle materie prime alle energie), per lo stile insieme antico e sapiente. Solo la musica è roboante e banale. Ma si sa, nessuno è perfetto.
Fabio Ferzetti
|
|