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Matrimonio alle Bahamas
Matrimonio alle Bahamasdi Claudio Risi
con Massimo Boldi, Anna Maria Barbera, Lucrezia Piaggio, Biagio Izzo, Enzo Salvi, I Fichi d'India
(Italia 2007)
 
Il Manifesto, 23 novembre 2007
Risate prenatalizie con saccheggio totale del «genere»

«Non aspettare Natale per ridere», recita la frase di lancio di Matrimonio alle Bahamas, il film di Natale diretto da Claudio Risi che non esce a Natale, ma che è fatto con tutti gli avanzi dei film dei Natale passati. Con oltre tre milioni di incasso alla prima settimana, il film, scritto dai Vanzina Brothers, prodotto e distribuito da Medusa in più di 400 sale, che esce proprio mentre Berlusconi sale sulle auto a Piazza San Babila e lancia il suo nuovo partito, dimostra quale desiderio abbia il pubblico italiano di comicità, e quanto conti, a livello produttivo, il ritorno ai generi nel nostro cinema. Siano questi i film per ragazzini alla Moccia-Brizzi, le pochade alla Salemme (benissimo scritte e recitate), i manuali d'amore e i cinepanettoni fuori tempo. Peccato che il ritorno al genere non funzioni in Italia per avventurosi e thriller, dove gli americani sono più forti, ma nella commedia e nel comico si registrano dati impressionanti. E, comunque, in questo Matrimonio alle Bahamas, malgrado il saccheggio totale dei film di De Laurentiis, idee-gag-cast-perfino manifesti e musica, malgrado l'involgarimento complessivo delle battute e delle situazioni, malgrado la sgangheratissima costruzione, si ride non poco. E, in film del genere, questo conta più di tutto. Nel più levigato e più logico Olè, il Boldi-Salemme costruito dai Vanzina l'anno scorso per ostacolare il film natalizio di De Laurentiis, si rideva di meno e proprio la maggiore cura della storia finiva per distruggere la parte più scatenata, ludica e comicarola. Così possono tornare alla grande, malgrado quello che ha dichiarato Boldi considerandolo un film per famiglie, rutti e scorregge. Il povero Claudio Risi, che non girava un film dal 1991, anno di Pugni di rabbia con Ricky Memphis, e stava ancora scontando il flop della versione tv di S.P.Q.R (1998), cerca nei primi dieci minuti di dare un senso a quello che sta girando. Notiamo anche la sua bella mano alla regia dei ragazzi, visto che era stato il regista di un piccolo cult giovanile come I ragazzi della Terza C. Ma presto la storia si logora e la commediaccia dei bei tempi prende il sopravvento su qualsiasi logica. Boldi, tassinaro milanese a Roma con moglie meridionale, Anna Maria Barbera, quasi terribile perché cerca sempre di metterci una battuta che non fa ridere, si ritrova una figlia bella e brava che va a studiare all'università di Miami (come in Natale a Miami). La ragazza si mette con un americano ricchissimo. Si celebrerà un matrimonio in quel delle Bahamas dove tutti quelli che sono stati abbandonati dalle produzione natalizie di De Laurentiis non possono mancare. Biagio Izzo, il napoletano di Merry Christmas, fa qui il padre italoamericano del ragazzo sposato con l'antipatica bellona Victoria Silvstedt. I Fichi d'India, star di Natale in India e Merry Christmas, che vengono presentati come cugini di Boldi, fanno delle gag assurde slegate dalla storia, ma il loro manager è il fratello di Boldi. Boldi però ha delle buone scene comiche ben scritte dai Vanzina e Enzo Salvi, il vecchio Cipolla dei film natalizi, che fa suo cognato, duetta con lui magnificamente nell'eterno ruolo del romano coatto in tutti i sensi, visto che è agli arresti domiciliari. Su di loro regge la fragile struttura del film, che ha grandi momenti, come quando Salvi sposta la parabola alle Bahamas per vedere il derby, quella cade e stende un cagnetto di una riccona antipatica, o quando Boldi si finge Salvi chiusa al bagno e si lancia in una serie di orrendi rumori. Grande anche il finale con Salvi e signora, tal Loredana De Nardis, impossibile come attrice, ma fidanzata di Boldi nella vita, che rubano uno yacht e se lo portano a casa. Dove lo mettiamo fa lei? Nel garage, fa lui. Grandi Vanzina.

Marco Giusti

 
Corriere della Sera, 16 novembre 2007
Boldi: battute trash e cinema dozzinale

Pensato chiaramente come cinepanettone, anche nel cast trash coi Fichi d'India, il film di Claudio Risi esce d'autunno e sta sulla rotta Miami-Bahamas. Dove l'amatissima figlia di Boldi, taxista milanese a Roma, sta per sposare un biondino miliardario e snob: ciascuno deve presentare i suoi. Questo tipo di commediaccia ad effetto avanspettacolo (il rutto, la cacca, il gioco di parole elegante per famiglie: donne e buoi sono c... tuoi, testa di Picasso) si disse che era lo specchio della Italia di oggi, ma non è più vero. L'Italia di questo cinema dozzinale (non viene la rima con razzo...») in cui ogni scena è tronca, è quella virtuale degli spot, delle riviste gossip, manca solo che arrivi l'elefante coi teenager. Il cast, compresi i giochi di parole della Barbera, fa di tutto, di più, quasi sempre di troppo, ma singolarmente ognuno esegue gli ordini. Boldi di nome fa Cristoforo, cognome Colombo come la Teresa e la Mabilia dei Legnanesi.

Maurizio Porro

 
La Stampa, 16 novembre 2007
Quel brutto, grasso
matrimonio tropicale

Giochi di parole: racchia/macchia, destino/testino. Boldi disperato davanti alla porta chiusa della stanza dove teme che sua figlia stia facendo l'amore: «Oddio me la ciula, me la ciula, me la ciula!!. Anna Maria Barbera mondana, agli ospiti poliziotti: «Un caffè, un drink, un Martino...». Definizione di una bassetta: «Tap model». Un figlio grasso apostrofa i genitori: «Ehi, patetici!». Il padre della sposa fa un sontuoso regalo di nozze: i sette nani da giardino. In piazza di Spagna, Marzullo interroga se stesso: «Il dolore è un sogno oppure aiuta a vivere?».

Sono alcune delle modeste battute di Matrimonio alle Bahamas di Claudio Risi, scritto dai fratelli Vanzina, protagonista Massimo Boldi: un esempio di comicità italiana attuale e di arte d'arrangiarsi. Ipotesi: l'anno scorso, quando per la prima volta Christian De Sica e Boldi si erano separati, il De Sica-film di Natale ha incassato bene, il Boldi-film di Natale meno; così debbono aver deciso di trasformare quello di Boldi in film prenatalizio e ne hanno fatto un film di nozze, conservando diversi elementi natalizi. Calcoli ingegnosi, vedremo i risultati.

Naturalmente Massimo Boldi è bravo e buffo come sempre, nella parte di un milanese tassista a Roma: sua figlia vince una borsa di studio per l'università di Miami, lì s'innamora di un ragazzo ricchissimo, la famiglia vola dalla Garbatella alla Florida per il matrimonio, ne succedono d'ogni genere, le nozze vengono celebrate di fronte al mare, ma con uno sposo imprevisto e diverso da quello programmato. A parte Boldi e sua moglie Anna Maria Barbera che ha bei momenti di scoramento, il cast è ricco ma brutto: Enzo Salvi dovrebbe capire che la sua macchietta romanesco-violenta da ultrà ha fatto il suo tempo, Biagio Izzo accetta personaggi troppo sgangherati, le ragazze sono scipite. La storia ha molti elementi standard (luoghi esotici, grandi alberghi, impossibilità di convivenza tra ricchi e poveri) ed è sciatta.

Lietta Tornabuoni

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