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Lust, Caution
Lust, caution
di Ang Lee, Cina
 
Il Tempo, 31 agosto 2007

VENEZIA - Ang Lee è tornato in Cina, come ai tempi della "Tigre e il dragone", dopo i successi e i premi in Occidente, e anche qui a Venezia, per i " I segreti di Brokeback Mountain". Si è fatto ispirare da un romanzo di una scrittrice cinese, Eileen Chang, morta negli Stati Uniti qualche hanno fa, "Lust, Caution" (Voglia sfrenata, prudenza) e ci ha dato un film teso, commovente, tragico ma anche visualmente sontuoso, che va degnamente ad aggiungersi ai tanti della sua feconda e fortunata carriera. In Cina, prima a Hong Kong e poi a Shangai, durante l’occupazione giapponese ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Degli studenti, fieri, animosi, ma poco preparati, cercano di organizzare una sorta di resistenza clandestina per contrastare alcuni collaborazionisti spietati come in Europa le SS. tra questi c’è un superpoliziotto, anche agente segreto, un certo Mr.Yee, che hanno deciso di eliminarlo. Per riuscirci (è perennemente circondato da armati fedelissimi) pensano di farlo sedurre da una giovane collega che generosamente si presta ma, pur pronta ad assolvere totalmente al proprio impegno, alla fine si innamora dell’uomo che invece doveva circuire. E, con tutti i suoi, pagherà con la vita. Azione, sentimenti, sesso, anche sfrenato, caratteri forti, un’ambientazione splendidamente rievocata, con immagini, nel privato e in esterni nel pubblico, di un realismo spesso sublimato in pittura. Lei è una bellissima esordiente, Tang Wei, lui è il divo asiatico per eccellenza, Tony Leung, nelle vesti insolite di un personaggio negativo.

Gian Luigi Rondi

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