Un weekend da fine del mondo
Come rovinare un film con un sottotitolo banale. L’opera prima della premiata australiana Sarah Watt, specialista in cartoon (ben usati pure qui) è uno sguardo deluso su un weekend da fine del mondo, in cui si recepiscono segnali negativi. Tanto per capirci, al confronto Kieslowski sembra Ridolini: consiglio all’uscita di leggere Zia Mame di Dennis (Adelphi). Ma il film ci racconta bene, rovistando nell’intimo e nell’inespresso, come, quanto e perché siamo così infelici in un mondo dove nulla, oltre al cricket, si salva e l’incidente treno+cane è in agguato (citazione di Umberto D.?). Ci si parla senza capirci come nel teatro di Lagarce, ciascuno taglia la propria fetta di rimorsi e speranze, ma l’autrice riesce ad esplorare dentro i personaggi con un cast d’attori magici e precisi, portati per mano— come il pubblico —con una ferrea presa moral didascalica. (m. po.)
VOTO: 7,5
Maurizio Porro