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Incubo di Joanna Mills (L')
L'Incubo di Joanna Millsregia di Asif Kapadia
con S.M. Gellar, Adam Scott
 
Il Messaggero, 18 gennaio 2008
Sarah, la ragazza dell'horror accanto

Joanna (Sarah Michelle Gellar) è una giovane rappresentante con una vita professionale organizzata e una vita privata confusa. Ma tutto sta per cambiare, deragliando verso sentieri oscuri. Chi è quella donna che le appare in sogno e viene brutalmente uccisa: un'allucinazione o piuttosto un ricordo d'infanzia? A Joanna non resta che lasciarsi andare e indagare su quel barbaro omicidio che la ossessiona. E se fra lei e il delitto ci fossero delle connessioni? O, peggio, se fosse lei la prossima vittima? Ora il suo mondo è pieno di segreti e discernere fra premonizione e ricordo non è facile... L'incubo di Joanna Mills è l'ennesimo psycho-thriller paranormale sulla scia orientale. Dopo essere stata la star di Buffy L'ammazzavampiri, d'altronde, il destino di Sarah Michelle Gellar è più segnato di quello di Nosferatu. Qui però l'attrice è diretta da Asif Kapadia (The Warrior) che aggiunge una certa cupezza e le atmosfere dei vecchi thriller. Ma, nel tentativo di aggiungere psicologia, autolesionismo e afflati edipici, finisce con l'annacquare il sovrannaturale. Magari è un horror discreto, ma non bisognerebbe mai tornare troppe volte nei luoghi dove si è stati felici.

Roberta Bottari

 
La Repubblica, 18 gennaio 2008
"L'incubo di Joanna Mills"
un mistero non misterioso

Coinvolta in un incidente quand'era piccola, Joanna è perseguitata dalle visioni dell'omicidio di una sconosciuta. Di ritorno in Texas, la sventurata diventa la potenziale vittima di un misterioso assassino, che intende replicare a sue spese un delitto di vent'anni prima. La memoria condivisa non è soltanto una questione di computer, ma riguarda anche un filone abbastanza nutrito del cinema di paura. Con quel faccino un po' così, Sarah Michelle Gellar sembra aspirare al titolo di nuova star del cinema "fantastico".

Dopo Buffy l'ammazzavampiri e il remake americano di The grudge, la ritroviamo in un thriller paranormale dall'atmosfera depressiva, basato su traumi infantili e visioni che strizzano l'occhio un po' a Sam Raimi, un po' (e scusate se è poco) a David Lynch. L'incubo di Joanna Mills, però, è una copia sbiadita dei loro film, un po' come la buona Sarah Michelle lo è di Neve Campbell, scream-queen della covata precedente. Qui il mistero non è tanto misterioso; si fa economia di brividi e non basta la presenza di Sam Shepard, in un ruolo telefonato, a risollevare l'interesse per una storia già vista e sentita. Belli i paesaggi e più che ragionevole (1 ora e 25) la durata.

Roberto Nepoti

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