"L'incubo di Joanna Mills"
un mistero non misterioso
Coinvolta in un incidente quand'era piccola, Joanna è perseguitata
dalle visioni dell'omicidio di una sconosciuta. Di ritorno in Texas, la sventurata
diventa la potenziale vittima di un misterioso assassino, che intende replicare
a sue spese un delitto di vent'anni prima. La memoria condivisa non è soltanto
una questione di computer, ma riguarda anche un filone abbastanza nutrito
del cinema di paura. Con quel faccino un po' così, Sarah Michelle
Gellar sembra aspirare al titolo di nuova star del cinema "fantastico".
Dopo Buffy l'ammazzavampiri e il remake americano di The grudge, la ritroviamo
in un thriller paranormale dall'atmosfera depressiva, basato su traumi infantili
e visioni che strizzano l'occhio un po' a Sam Raimi, un po' (e scusate se è poco)
a David Lynch. L'incubo di Joanna Mills, però, è una copia
sbiadita dei loro film, un po' come la buona Sarah Michelle lo è di
Neve Campbell, scream-queen della covata precedente. Qui il mistero non è tanto
misterioso; si fa economia di brividi e non basta la presenza di Sam Shepard,
in un ruolo telefonato, a risollevare l'interesse per una storia già vista
e sentita. Belli i paesaggi e più che ragionevole (1 ora e 25) la
durata.
Roberto Nepoti