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Le ServenteLe Servente

di Vittorio Sivera
fonti poetiche Frédéric Mistral e Antonio Bodrero
con Eva Cischino, Costanza Maria Frola
luci e scene Marco Ferrero
costumi Rossana Dassetto Daidone
aiuto regia Fulvia Romeo
regia Maurizio Bàbuin
con il sostegno di Residenza Multidisciplinare di Caraglio e della Valle Grana
Santibriganti Teatro (Torino)

   
 
www.Sipario.it, 2 febbraio 2009

Una storia che trae spunto dalla realtà contadina delle valli piemontesi di circa cento anni fa. L’epoca è quella del primo conflitto mondiale, che riverbera sul quotidiano delle cascine. Due ragazze, l’una orfana accolta in convento, l’altra serva in una famiglia di nobili, si incontrano in piazza e si confessano la rispettiva insoddisfazione. Rappresentano le due facce d’Italia, quella favorevole e quella contraria alla guerra: sono fidanzate l’una di un disertore, l’altra di un soldato in prima linea. Decidono di raggiungere l’innamorato della prima, che ha passato il confine francese e vive sui monti. Partono, si inerpicano sui sentieri, ma le raggiungono le notizie della cattura del giovane, deportato a Gaeta, e della possibile morte del milite. Affatto spaurite, scelgono di restare in montagna ad allevare capre, insieme. Il testo è intarsiato di veridicità, c’è una toccante autentica predica di un curato che esorta i militari a partire, ci sono situazioni accadute davvero, come la necessità di sopravvivere da sole, senza uomini, morti al fronte. Ci sono canzoni occitane e frammenti poetici del premio Nobel per la letteratura 1904 Frédéric Mistral. C’è un’atmosfera ovattata e il piacere delle piccole cose, come la magnificenza del cielo stellato o lo stormire del bosco. Le due giovani attrici si calano con dedizione nei panni delle servente (ovvero serve in piemontese), tracciandone ritratti affini e diversi: l’una è timida, l’altra più sfrontata e coraggiosa. Al debutto difettano ancora i ritmi, ma la scorrevolezza, ora rallentata, sarà raggiunta con il fluire delle repliche.

Maura Sesia

     
 
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