Quel giocatore di hockey con il vizio di morire
Morire, dopo
essere stati inseguiti da esseri mostruosi che uccidono grazie
ad enormi artigli che spuntano sulle loro braccia, non deve
essere bellissimo. Ma ancora non siamo al peggio, perché il destino, per questo giovane giocatore di hockey
londinese che ha appena perso una partita all'ultimo momento
a causa di una rete annullata, ha in serbo quella che non è esattamente
una gradevole sorpresa... Le morti di Ian Stone, diretto da
Dario Piana, è una specie di Ricomincio da capo di Harold
Ramis "al contrario" e in salsa thriller. Perché,
Ian (il Mike Vogel di Non aprite quella porta), dopo essere
stato assassinato, si risveglia in un altro corpo con una nuova
vita. Ma solo per poi essere successivamente ucciso un'altra
volta e risvegliarsi ancora. L'unica continuità è rappresentata
dai persecutori (ricordano i Dissennatori si nutrivano della
felicità umana in Harry Potter), dalla fidanzata Jenny
(Christina Cole) e da un misterioso uomo che continua a metterlo
in guardia dal terribile pericolo, affermando di conoscere
i motivi di quegli strani avvenimenti e di volerlo aiutare..
Il regista, dopo diversi lavori in tv e Sotto il vestito niente
2, affronta il lato oscuro, senza rinunciare a qualche spruzzata
di splatter. La prima parte del film, in cui ci si concentra
per capire il perché dei supplizi a cui è costretto
il povero giocatore di hockey, è la migliore. Poi il
film scivola via fra sequenze d'azione e riflessioni mitologiche.
Ma resta pur sempre thriller-horror capace di essere avvincente,
grazie a una solida sceneggiatura che sa giocarsi bene le sue
carte.
Roberta Bottari