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Eletto (L')
L'Elettodi Guillaume Nicloux
con Monica Bellucci, Moritz Bleibtreu Catherine Deneuve
Francia 2006
 
La Stampa, 15 giugno 2007
Lividi e capelli corti
la Bellucci diventa madre coraggio

All'origine L'eletto (Le Concile de pierre) era un copione scritto su commissione da Jean-Christophe Grangé. In seguito l'autore di I fiumi di porpora ne ha fatto un romanzo da cui il regista Guillaume Nicloux ha tratto una seconda sceneggiatura adattandola alle sue corde, vale a dire meno scene d'azione e più atmosfera. Avendo all'attivo un'esperienza teatrale, sei pellicole e una decina di libri, questo cineasta gode in patria di qualche credito, ma tanta laboriosa preparazione non ha prodotto il thriller sovrannaturale «firmato» che era nelle sue ambizioni.

Sotto la suggestiva vernice fotografica di Peter Suschitzky trovi il solito horror fantastico, moderatamente invogliante finché suggerisce la minaccia e risibile quando la rende esplicita. Al centro della vicenda c'è Monica Bellucci, madre adottiva di un simpatico bimbo mongolo che in prossimità dei sette anni comincia a fare sogni inquietanti trasmettendoli alla mamma come in una sorta di telepatia notturna. Allarmata, Monica sente che sul figlioletto incombe una forza oscura e si scopre pronta a tutto pur di proteggerlo. Con i capelli tagliati corti, vestita in modo qualsiasi quasi a mortificare la sua bellezza, la Bellucci è una plausibile madre coraggio almeno nei limiti concessi dal film. A uscirne malissimo sono invece Catherine Deneuve, ambigua studiosa di magia, e Moritz Bleibtreu e Sami Bouajila, due attori che nel 2006 sono stati impalmati per la migliore interpretazione l'uno a Berlino e l'altro a Cannes e qui non sembrano davvero degni dell'onore.

Alessandra Levantesi

 

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