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Le
false confidenze
di Pierre Marivaux
regia: Toni Servillo
con Anna Bonaiuto, Andrea Renzi, Gigio Morra, Betti Pedrazzi, Toni
Servillo, Monica Nappo, Lele Vezzoli, Salvatore Cantalupo, Francesco Paglino
traduzione: Cesare Garboli
scene: Toni Servillo, Daniele Spisa
costumi: Ortensia De Francesco
luci: Pasquale Mari
suono: Daghi Rondanini
Roma, Teatro India, maggio 2007
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Corriere
della Sera,
28 maggio 2007
Piccola cronaca di un' impresa: raggiungere un teatro
pubblico
Marivaux, come tutti sanno, è un autore elegante.
Toni Servillo, com' è nel suo stile, lo rende leggero,
una libellula. Dunque, a distanza di qualche tempo (anno),
desideravo rivedere il suo «Le false confidenze»,
in scena all' India. Non è stata un' impresa facile.
Per l' accredito ho cominciato a telefonare tre settimane
fa. Ho telefonato quasi tutti i giorni, mattina o pomeriggio.
All' Argentina (il teatro di riferimento) non risponde
mai nessuno. Poiché sapevo che era tutto prenotato
fino all' ultimo giorno, ieri, cominciavo a dubitare che,
quello spettacolo, lo avrei rivisto. Alla lettera, non
sapevo con chi comunicare. Sabato pomeriggio mi sono detto:
preché non provare con l' India, direttamente? Impossibile
anche in questo caso. Niente ufficio stampa. Niente botteghino,
il telefono occupato fisso. Certo, mi sono detto, è tutto
pieno, il centralino non serve più, il botteghino è chiuso.
Allora, impavido mi sono recato al teatro, saltando i passaggi
intermedi. C' era una lunga e ordinata fila, mai vista
all' India, per nessuno spettacolo. Mi sono accostato al
personale di sala. Ho chiesto se gentilmente mi trovavano
un posto, uno strapuntino, ero disposto a sedermi per terra.
La fortuna è stata d' aver trovato una non formale
comprensione da parte di persone che, del resto, conosco
da anni. Sono riuscito a entrare. Mi sono addirittura seduto
in prima fila. Ho rivisto «Le false confidenze».
Ma l' ho davvero rivisto? La mia rabbia non diminuiva.
Continuavo a chiedermi: è normale che il maggior
teatro della città, uno dei più sovvezionati
teatri d' Italia, non sia fornito delle più normali
capacità di accoglienza? È inutile che il
ministro Rutelli si dia tanto da fare per le sue vetrine
se poi l' ordinaria amministrazione è questa! Il
ministro beninteso non c' entra e non è detto che
il suo festival del teatro napoletano, cioè: il
suo festival napoletano del teatro, sia una vetrina, questo
lo diranno i fatti. Il vero problema è la confusione
amministrativa, organizzativa e infine politica in cui
versa il sistema teatrale, di cui il piccolo episodio che
ho raccontato è un indice. In quanto a Marivaux,
non ha più importanza. In quanto a Servillo, lo
ammiro senza condizioni. Egli asciuga i testi in modo formidabile.
Li prosciuga, ne mostra il nerbo, l' essenziale. Forse,
addirittura, eccede. Se si vede troppo l' osso si finisce
con il credere che non vi siano più incidenti di
percorso, gli incidenti della carne. Ma ciò egli
fa per offrire tutto il rilievo possibile all' arte della
recitazione: con una strizzata d' occhio, con una fuga
dietro le quinte, con la punta di un piede appena intravista,
lo spettatore capisce (o deve capire) ciò che del
testo è scomparso o in esso è soltanto alluso.
Mirabile. Non disponendo di locandina, come conseguenza
di quanto fin qui raccontato, non posso menzionare gli
attori che non ho riconosciuto. Seriamente me ne scuso,
poiché lo avrebbero meritato. Ricorderò dunque
la sottile strategia d' assedio di Anna Bonaiuto (ella
assedia ma finge d' esserlo); i rossori, le timidezze,
gli impacci adolescenziali di Monica Nappo; la impettit
ritrosia di Andrea Renzi, che crede d' essere povero; la
sottigliezza argomentativa (gestuale e verbale) di Toni
Servillo, che ben s' accompagna con l' allegria di Gigio
Morra.
Franco Cordelli
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