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Verità è che non gli piaci abbastanza (La)
di Ken Kwapis
con Ginnifer Goodwin, Jennifer Connelly, Ben Affleck, Jennifer Aniston
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Il Giornale, 27 marzo 2009
Più chiacchiere che flirt a Baltimora
Nella trascurata Baltimora si danno convegno nove personaggi, forse in cerca di autori meno logorroici degli stessi sboccati sceneggiatori di Sex and the City. La storia diretta con un certo brio dall’emergente Ken Kwapis mette in scena un girotondo sentimentale afflitto da troppe chiacchiere, quindi molto più adatto al pubblico femminile. Jennifer Aniston flirta con Ben Affleck, che però dice no al matrimonio. Il suo amico Bradley Cooper è sposato a Jennifer Connelly, ma fa piedino a Scarlett Johannson. Tutti prima o poi trovano l’anima gemella, all’infuori della candida Ginnifer Goodwin. Guarda caso la migliore in campo.
voto: 5
MB
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Il Mattino, 21 marzo 2009
Divi affogati in un mare di chiacchiere
Quanto parlano! L'osservazione sembrerebbe rozza, ma la debolezza di «La verità è che non gli piaci abbastanza» sta proprio nell'incapacità di fare scattare il proprio meccanismo. Ispirata da una battuta della serie «Sex and the City» (il libro da cui è tratta è firmato dagli stessi sceneggiatori), la commedia tenta d'imitarne lo stile: ma mentre nel prototipo la conversazione ininterrotta sprigiona tesori d'intelligenza, ironia e profondità, in questo caso il regista Ken Kwapis diventa ostaggio di un mare di chiacchiere. Il cast sembrerebbe perfetto, ma quando l'impaginazione surclassa l'invenzione il livello si abbassa: finisce, così, che lo spettatore non si appassiona alle pene d'amore. Il girotondo condotto dalla protagonista Ginnifer Goodwin, assistita dal consulente sentimentale Justin Long, coinvolge l'istruttrice di yoga Scarlett Johansson, l'amica Drew Barrymore (produttrice dell'operazione), il coniugato Bradley Cooper, il vecchio babbo Kris Kristofferson e... troppi altri tra cui spicca per la sconfortante fissità Ben Affleck. Non indigna tanto il tono da settimanale di pettegolezzi, quanto l'anonimato dello stile che fa confondere le fisionomie degli attori, ricalca luoghi comuni, contrabbanda la fatuità per sfrontatezza e - peccato mortale per il genere- sbaglia ritmo e tempi.
Valerio Caprara
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Corriere della Sera, 20 marzo 2009
Trentenni in cerca di segnali d' amore
La verità è che non gli piaci... di Ken Kwapis Da sempre il cinema americano insegna alle donne come si seduce un uomo, come sposare un milionario, come si fonda il club delle prime mogli. Bei tempi. Ora che la produzione tv ha rimesso in circolo la commedia al femminile con mogli frustrate etc, da una loro frase cult gli sceneggiatori di Sex and the city costruiscono la trama post romantica da happy hour a Baltimora con una serie di infelicità tanto al chilo controllate dalla regìa poco invasiva del televisivo Ken Wapis. Che, ispirato da un best seller di Behrendt e Tuccillo, sceneggiatori di Sex and the city, propone i piccoli sturm und drang di trentenni in cerca di segnali di benevolenza dal sesso opposto e in attesa di un principe anche solo azzurrino. Come da titolo, ecco le furbette che insegnano alle ingenue a sfatare leggende, a non proiettare illusioni perché se Lui non ti chiama, non si fidanza, non si dichiara, non c' è nulla da fare: non gli piaci abbastanza. Non è che sia uno scoop, la commediola fintamente sfrontata e realmente prolissa, è una raccolta di lamenti sulle sorprese dell' amore tra appuntamenti, cene e promesse, i tradizionalismi di chi vuole sposarsi e chi combatte per mutare lo stato single. Impossibile raccontare lo svolgersi dei tentativi sentimentali: c' è la Johasson che insegna yoga, fa penare assai Kevin Connelly, si consiglia con Drew Barrymore e ruba Bradley Cooper a Jennifer Connelly, mentre Ben Affleck ama Jennifer Aniston ma non vuole impegnarsi così lei decide di lasciarlo su consiglio di papà Kris Kristofferson; Alex (Justin long) consiglia per il meglio l' umiliatissima Gigi puntualmente scaricata. Una vale l' altra, si somigliano i nomi e le storie e i volti, quelli del Gotha della new Hollywood quasi giovane con Ginnifer Goodwin lanciata da star. Il tutto sembra un quiz estivo da settimanale per ragazze, ma è in fondo meglio articolato di altri se non fosse per la lunghezza: phfft... e l' amore si sgonfia e così pure il ricordo di un cinema usa e getta in cui è tutto finto, imbellettato per l' audience più che per il pubblico.
Maurizio Porro
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Il Messaggero, 20 marzo 2009
Amori e attori a Baltimora: l'ingenua Gigi (Ginnifer Goodwin) diventa amica del rude Alex (Justin Long) visto che non capisce perché viene ignorata da Connor (Kevin Connolly), che non si spiega come mai non conquista Anna (Scarlett Johansson), la quale spera che Ben (Bradley Cooper) lasci per lei la moglie Janine (Jennifer Connolly), la cui amica Beth (Jennifer Aniston) non sopporta che il compagno Neil (Ben Affleck) non voglia sposarla. Tutto chiaro? C'è anche Mary (Drew Barrymore) che non riesce a incontrare un uomo pur utilizzando cinque differenti tecnologie: telefono, mail, Facebook, Myspace e chat. Baltimora era la città d'elezione del grande regista Barry Levinson. Ora è un set d'interni: caffè, locali, uffici, appartamentini, supermercati e barchette dove rifugiarsi a vivere.
Tratto dall'ennesimo best-seller sentimental-filosofico americano scritto da due sceneggiatori di Sex and the City, La verità è che non gli piaci abbastanza è, come tutto il cinema d'amore di oggi, il figlio di Harry ti presento Sally (ci sono vari personaggi che raccontano in macchina le loro teorie sull'amore come facevano le coppiette nel film di Reiner) e l'amico americano dell'inglese Love Actually (2003). Lungo (129': troppi), dal cast da star system, ad incastro, con tutti gli attori impegnati ad essere carucci ed edificanti. La migliore è la sconosciuta Ginnifer Goodwin che commenta in tv Un meraviglioso batticuore (1987) un po' come faceva Nanni Moretti col Dottor Zivago in Palombella rossa. A parte lei, è il festival dell'estetica anestetica. Senza infamia e senza lode. Meglio il nostro Ex.
Francesco Alò
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