Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Terrazza sul lago (La)
La terrazza sul lagodi Neil LaBute
con Samuel L. Jackson, Patrick Wilson, Kerry Washington, Jay Hernandez, Regine Nehy, Jaishon Fisher, Robert Pine
 
Il Mattino, 1 novembre 2008

Jackson diventa razzista nel thriller di LaBute

Neil LaBute, tagliente scrittore teatrale passato dietro la macchina da presa nel 1997 con «Nella società degli uomini», è un regista dalla robusta scrittura che cura molto la messa in scena, fa lievitare la tensione dai conflitti psicologici e scaturire naturalmente il dramma senza ricorrere a facili effetti. Inoltre, lavora di fino con gli attori. «La terrazza sul lago», prodotto tra gli altri da Will Smith, conferma queste qualità anche se, trattandosi di un thriller, a un certo punto può far spazientire lo spettatore abituato alla ricetta standard, e vincente, del genere a base di adrenalina, sequenze ad effetto, ritmo serrato. Chris e Lisa, lui bianco e lei di colore, si trasferiscono a Los Angeles nella zona residenziale di Lakeview Terrace e come vicino di casa trovano Abel, un poliziotto di mezza età - anche lui scuro di pelle - dai metodi sbrigativi che gli costano un periodo di sospensione dal servizio. Autoritario e oppressivo con i suoi bambini, l'agente che ha preso a cuore la sicurezza del vicinato comincia a spiare la coppia appena arrivata, diventa ogni giorno più molesto e invadente fino a infastidirli e perseguitarli. Abel allestisce un sottile, perfido, sadico piano che mira a destabilizzare la coppia e a passare per il salvatore che li tiene in pugno, ma viene tradito da un cellulare... I colpi di scena e la suspense sono concentrati nell'ultima mezz'ora, anche se LaBute in realtà usa il genere per rimescolare conflitti razziali e pregiudizi borghesi. Come in altre occasioni Samuel L. Jackson fa spettacolo a sé, calandosi con la consueta autorevolezza espressiva e carismatica disinvoltura nei panni del paranoico poliziotto (ottimo il doppiaggio di Alessandro Rossi).

Alberto Castellano

© Sipario 2011