Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Last minute Marocco
Last minute Maroccodi Francesco Falaschi
con Valerio Mastandrea, Daniele De Angelis, Maria Grazia Cucinotta, Italia-Francia, 2007.
 
Il Tempo, 18 aprile 2007
Ironia esotica nel film di Falaschi

Ancora ragazzetti in vacanza. Questa volta addirittura in Marocco, di nascosto però dai genitori. Con il risultato che una madre superprotettiva ottiene ansiosamente dal marito, da cui è separata, di di mettersi subito all’inseguimento di un figlio partito lasciandosi alle spalle poche tracce. La fuga, così, di un gruppetto di giovanissimi da una parte, con tutti i contrattempi (e gli amorazzi)di rito e, da un’altra parte, l’inseguimento di questo padre a sua volta con altrettanti contrattempi e, dato che c’è, anche con un incontro amoroso: con una marocchina che, per evitare i sottotitoli, parla italiano. Inutile dire che la conclusione accontenterà tutti, anche sul piano sentimentale, persino la madre rimasta in Italia che, questa volta, sembrerà finalmente trovarsi l’anima gemella. Il solito filone vacanza. In parallelo con quello dichiaratamente giovanilistico cui il cinema italiano, di recente, ha ottenuto buoni successi di pubblico. la regia è di Francesco Falaschi di cui, forse, qualcuno ricorderà anni fa il film di esordio, "Emma sono io". Il soggetto è di Carla Giulia Casalini che poi, con il regista, ha anche curato la sceneggiatura. Sul filone vacanze e su quello giovanilistico si inserisce un po’, qua e là, quello del confronto generazionale con quel padre quarantene che del figlio, rimasto con lui, si è sempre poco curato, e con quel figlio oppresso da quella madre che, per lui, anche a distanza, ha sempre paura di tutto. lasciando che, in mezzo, intervengano di continuo i cellulari per comunicare sentimenti, appuntamenti, fastidi. Mentre, in parallelo, si cerca di dare delle fisionomie un po’ colorate a quei ragazzini in fuga, lo spregiudicato, il timido, l’insofferente, quello pronto a innamorarsi. Arrivando però di rado alla costruzione di veri caratteri e senza prendere poi occasione da quelli per far procedere, tra alti e bassi, la vicenda. Comunque chi ama questo tipo di filoni, in cifre, come è ovvio, tra la commedia e i sentimenti, qualche motivo di svago ve lo troverà, pur restando forse un po’ deluso da una ambientazione marocchina evocata più per il suo folclore che non per le sue cornici naturali.Il padre inseguitore è Valerio Mastandrea, barba rossiccia, l’aria sempre un po’ infastidita, la madre che ha voluto l’inseguimento è Maria Grazia Cucinotta, bella e angustiata, il ragazzetto inseguito è Daniele De Angelis. Lo si ricorderà in "Ma che ci faccio qui".

Gian Luigi Rondi

© Sipario 2011