Pasolini, eterna profetica "Rabbia"
Torna ricostruito da Giuseppe
Bertolucci su idea di Tatti Sanguineti uno dei film più invisibili
del nostro regista più maledetto. È La
rabbia di Pasolini, titolato proprio così per distinguerlo dalla
versione "ufficiale", La rabbia, che univa un mediometraggio
di Pasolini e uno di Guareschi. Si sapeva che l'autore di Accattone aveva
approntato un film vero e proprio prima di vedersi costretto ad accettare
l'accoppiata con Guareschi. C'erano i testi, mancavano le immagini. Ma
trattandosi di un poema-invettiva intessuto su brani di anonimi cinegiornali,
la Cineteca di Bologna ha recuperato le immagini originali e registrato
i testi di Pasolini, utilizzando le voci di Giuseppe Bertolucci e di Valerio
Magrelli. Il risultato è impressionante. Tolta forse la parte "filosovietica" (Gagarin,
Kruscev e il collettivismo erano miti vivi e ben saldi nei primi anni 60),
La rabbia scorre magmatico e profetico mescolando i funerali di De Gasperi
e l'ode a Marilyn, Giovanni XXIII e i caduti di Cefalonia, la Guerra in
Corea e le gare di ballo, l'incubo nucleare e l'avvento della tv, fonte
di ogni futuro abominio, con una lucidità visionaria ribadita dalle
interviste montate in appendice. Insieme ad alcuni allucinanti spezzoni
di film e settimane Incom che testimoniano il linciaggio quotidiano cui
era sottoposto Pasolini. Da non perdere.
Fabio Ferzetti