Le «Troiane» in
griko con un po' di Passione
Lecce
Dal teatro del tragediografo greco Euripide, inteso come
laboratorio politico aperto ai mutamenti e alle innovazioni,
ha preso corpo uno studio che coniuga la tragedia de Le
troiane con il tema della passione di Cristo. Dalla commistione,
i Cantieri teatrali Koreja di Lecce hanno messo in scena
La passione delle troiane. La rappresentazione, al debutto
nazionale sul palcoscenico del teatro stabile d'innovazione
salentino (il 25 e il 26 gennaio scorsi), è l'appuntamento
più atteso del cartellone dell'attuale stagione
dei Cantieri Koreja.
Con La passione delle troiane, progetto e regia di Salvatore
Tramacere, il tema della passione di Cristo è stato
interpretato attraverso la lingua tradizionale grika della
terra del Salento. Tradizione, questa, che s'identifica
con un'area geografica a sud di Lecce nella quale, fino
a qualche decennio fa, era in uso corrente una lingua arcaica
di origine greca, chiamata appunto «griko».
Ed è proprio il dialogo in griko l'aspetto più significativo
dato al soggetto tratto dalla tragedia di Euripide: il
canto della «Passiuna tu Christu». L'idea è stata
quella di accostare il lamento funebre delle donne di Troia
che piangono i loro guerrieri mariti e figli caduti in
battaglia, alle «moroloja» delle prefiche salentine.
Le «moroloja» sono i pianti di dolore (ma anche
i canti elogiativi) che queste prefiche, donne piuttosto
anziane vestite di nero, in un passato ancora vicino, facevano
dietro compenso di denaro.
La tratteggiatura dell'analisi psicologica di sentimenti
e passioni dei personaggi femminili dall'accentuato realismo,
propria del teatro tragico di Euripide, ben si avvicina
dunque alle tradizioni salentine. Ed è la femminilità l'elemento
dominante nella Passione delle troiane da cui emergono,
prime fra tutte, le figure tormentate di Andromaca, Ecuba
e Cassandra. Ancora: la morte nella tragedia di Euripide
del piccolo e perciò innocente Astianatte, si richiama
alla crocifissione del Cristo, l'innocente assoluto, fondendo
così in un solo pianto e unico dolore Andromaca
con la Vergine madre di Gesù.
Le scene con più pathos tragico si avvertono con
i cantori della Passione in lingua grika. Sono essi, grazie
a una mimica puntuale, che esprimono la cultura e l'umanità di
una popolazione prevalentemente agreste che si rispecchia
nella sofferenza e nell'umanità del divino.
La passione delle troiane, dopo questa prima nazionale,
diverrà una rappresentazione teatrale itinerante.
A giugno, infatti, il lavoro della compagnia Koreja sbarcherà in
Grecia (non poteva essere altrimenti) per un tour che toccherà la
città di Preveza, con messa in scena nel sito archeologico
di Nikopolis; sarà poi nell'area archeologica di
Dodoni, nella città di Joannina e a Delfi.
Federico Cartelli