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Notte dei girasoli (La)
La notte dei girasolidi Jorge Sanchez
con Carmelo Gomez, Judith Diakhate (Spagna, 2006)
 
Corriere della Sera, 13 giugno 2008

Casuali misfatti da sei punti di vista

Lo spiega bene, non fosse chiaro il film, la canzoncina alla fine: la vita è un «compromiso». Jorge Sànchez-Cabezudo firma un ottimo debutto, di contagiosa intensità emotiva, thriller di montagna, visto alle Giornate degli Autori di Venezia. Si tratta, la moda dei cine-destini incrociati, di raccontare da sei punti di vista diversi una serie di casuali misfatti che iniziano con un tentato stupro e finiscono con l'accettazione rimozione di un delitto. Non ci sono colpevoli né innocenti, vince il grigio comune dell'apatia morale nel contesto molto originale di un villaggio dove si trovano un fotografo, due speleologi, due poliziotti, due donne malmaritate, lo scemo e il dispettoso del posto, il killer della porta accanto che la fa franca. Un cast che non sbaglia una mossa e testimonia la vitalità del giovane cine spagnolo: non si guarda l'orologio, il racconto fila via nel subconscio che è un piacere.

voto: 7,5

Maurizio Porro

 
Il Messaggero, 13 giugno 2008

Dalla Spagna con tensione

Tutto comincia con uno stupro. Dal primo misfatto un devastante effetto domino: la vittima viene trovata dal fidanzato che, in compagnia dell'amico, dà la caccia all'uomo sbagliato. Interverrà la polizia ma è inutile illudersi che i tutori dell'ordine ristabiliscano un ordine morale e penale. Uno di loro chiederà: "Voi credete che sia davvero necessario fare giustizia se nessuno la chiede?". Sei personaggi in cerca di orrore. E lo trovano in una Spagna senza pietà. Benvenuto a Jorge Sánchez-Cabezudo nel gotha del cinema di tensione spagnolo accanto ad Amenábar e Balagueró. La notte dei girasoli è un'opera densa come il sangue arterioso, divisa in sei capitoli con un protagonista per ognuno, montata senza unità temporale, disperata nella constatazione della banalità e fatalità del male. In una Spagna dove non solo i girasoli sono voltati rispetto alla luce. Questo thriller bruciante e incalzante è una sorta di Gomorra iberico senza la camorra come deus ex machina ma con il cuore di tenebra dell'uomo a disegnare una trama ipnotica. Attori semplicemente eccellenti con menzione speciale per Celso Bugallo, vecchio poliziotto incapace di rassegnarsi all'amoralità di questi tempi. Film presentato alle "Giornate degli Autori" veneziane del 2006.

Francesco Alò

 
Il Giornale, 13 giugno 2008

Il bruto e lo speleologo
che sfida di cinismo

In una zona montagnosa spagnola una donna subisce violenza da uno sconosciuto. Il marito, uno speleologo, da la caccia allo stupratore. Prende così il via una vicenda che con effetto domino coinvolge i protagonisti, la polizia locale ed altri personaggi. Un puzzle scomposto che, seguendo le vicende dei personaggi, porta a soluzioni sorprendenti. Un giallo inusitato al quale va fatto un solo appunto: l'estenuante meticolosità del regista fa calare l'attenzione. Ma il racconto è ingegnoso, gli interpreti privi di appeal ma efficaci, l'ambientazione originale. Non solo un giallo, ma uno studio dei comportamenti in circostanze estreme con un unico denominatore: il cinismo.

Adriano De Carlo

© Sipario 2011