Casuali misfatti da sei punti di vista
Lo spiega bene, non fosse chiaro il film, la canzoncina alla fine: la vita è un «compromiso». Jorge Sànchez-Cabezudo firma un ottimo debutto, di contagiosa intensità emotiva, thriller di montagna, visto alle Giornate degli Autori di Venezia. Si tratta, la moda dei cine-destini incrociati, di raccontare da sei punti di vista diversi una serie di casuali misfatti che iniziano con un tentato stupro e finiscono con l'accettazione rimozione di un delitto. Non ci sono colpevoli né innocenti, vince il grigio comune dell'apatia morale nel contesto molto originale di un villaggio dove si trovano un fotografo, due speleologi, due poliziotti, due donne malmaritate, lo scemo e il dispettoso del posto, il killer della porta accanto che la fa franca. Un cast che non sbaglia una mossa e testimonia la vitalità del giovane cine spagnolo: non si guarda l'orologio, il racconto fila via nel subconscio che è un piacere.
voto: 7,5
Maurizio Porro