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Matassa (La)
La Matassaregia Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Giambattista Avellino
con S. Ficarra, V. Picone, P. Caruso, C. Gioè, A. Safroncik, M. Pupella, M. Lo Giudice, G. Martorana, F. Luna, M. Di Biase, D. Centamore
sceneggiatura S. Ficarra, V. Picone, F. Bruni, F. Testini
 
Il Giornale, 13 marzo 2009

Che risate con i cugini Ficarra&Picone

Eccoli al terzo film Ficarra&Picone, un marchio di fabbrica che mantiene quel che promette: risate a volontà. La matassa è una divertente commedia degli equivoci, più oliata dello striminzito Nati stanchi dell’esordio e anche del pur spassoso Il 7 e l’8. Stavolta siamo a Catania e i due protagonisti, che si autodirigono, ancora con Giambattista Aventino, sono due cugini. Picone è un timido albergatore ipocondriaco, Ficarra uno sfrontato sensale di matrimoni. Inutile raccontare una trama davvero fragile, basta la buffa girandola di quiproquo condita da una raffica di battute, perfino troppe per un solo film. Quel che conta è che sono (quasi) tutte molto spiritose.

voto 6/7

MB

 
Corriere della Sera, 13 marzo 2009

Ficarra e Picone 2: la comicità non parte

Battuta di arresto dopo il bel debutto con L'8 e il 9 per l'ineffabile duo Ficarra e Picone alla regia del secondo film con il fedele Giambattista Avellino. Si racconta una faida di famiglia arrivata ai cugini con un albergo da contendere ma naturalmente si racconta anche di una matassa di persone avvolte in un sistema di rancori. Da una parte la famiglia, dall'altra la criminalità, specialità nozze con straniere. Due attori bravi e simpatici, ma il racconto non parte mai, c'è come un pudore ad usare le armi storiche della risata, incominciano a correre a cinque minuti dalla fine. Alcune osservazioni sono gustose, dal grassone che sembra uscito da una comica di Charlot al poliziotto che riprende con il telefonino non eroiche gesta. Malinconia soffusa, tocchi di surreale sparsi ma anche scarsità di idee, gag, battute: la matassa si arrotola assai. Ma è bravo Pino Caruso.

VOTO: 5
Maurizio Porro

 
Il Mattino, 14 marzo 2009

Un complicato intrigo di comici, gag e pizzini

Al loro terzo film dopo «Nati stanchi» e «Il 7 e l'8», (Salvatore) Ficarra & (Valentino) Picone confermano che a differenza di altre coppie comiche di matrice tv, al cinema riescono a diversificare il linguaggio e lo stile senza riciclare sketch e gag. «La matassa», diretto come il precedente assieme a Giambattista Avellino e ambientato in Sicilia, è una via di mezzo tra la commedia di costume, la satira, la parodia e il paradosso e ruota intorno agli irrisolti conflitti tra due cugini che non si parlano da più di vent'anni. Gaetano (Ficarra) e Paolo (Picone), figli di due fratelli, si ritrovano a litigare per una questione di eredità che all'epoca creò la frattura tra le loro famiglie. Gaetano, che gestisce un'improbabile agenzia matrimoniale, e Paolo si contendono un vecchio albergo di famiglia tra mille disavventure. Devono soprattutto sbrogliare una matassa, appunto, un groviglio di situazioni complicate per chiarire definitivamente i veri motivi della lotta familiare. I due metteranno involontariamente in moto un'avventura più grande di loro con fughe in auto, inseguimenti, faide mafiose con pizzini, scontri con la polizia. I due comici palermitani che hanno conquistato il grande pubblico grazie a «Striscia la notizia», mettono in gioco il loro collaudato repertorio e il vincente contrasto tra l'esuberanza, l'intraprendenza, la prepotenza di Ficarra e la debolezza, la remissività, l'ipocondria di Picone, anche se è un po' penalizzato dal ritmo frenetico e dall'eccessiva emulazione del cinema americano. Con un occhio all'action movie e uno al western di Sergio Leone, il film è ben girato ma urla troppo, è a tratti ripetitivo e la colonna sonora di Paolo Buonvino con echi rossiniani è a volte inutilmente ridondante.

Alberto Castellano

 
Il Messaggero, 13 marzo 2009

Una “Matassa” tutta da ridere

Storditi da commediole e commediacce, quasi dimenticavamo che anche a casa nostra si fa buon cinema comico di stampo classico. Quello che non si limita a filmare un copione tutto doppisensi e gag malandrine, ma costruisce situazioni e le fa evolvere. Che non spreme uno o più mattatori, ma lavora su tutti i ruoli. Che non si abbandona a facili caricature ma deforma, sublima, punzecchia, portando la realtà su un altro registro. Tutto questo accade nel terzo film di Ficarra & Picone, il secondo diretto con Giambattista Avellino dopo Nati stanchi, che aveva invece la regia di Dominick Tambasco. I due comici infatti hanno il senso del cinema e anche se non sono originalissimi né portatori di quel sottotesto drammatico che da Chaplin a Totò è lo stigma dei grandi, travasano nella Matassa il piacere complice della tradizione ritrovata. Come in certo cinema anni 50, in questa storia di parenti serpenti troviamo una folla di secondi ruoli e caratteri scelti con gran finezza, dal prete Pino Caruso allo sposo anziano Tuccio Musumeci, da Domenico Centamore, mafioso imbranato con ghigna da duro, al commissario Gino Astorina (mentre lo scrittore Angelo Pellegrino è il portiere ladro). Tutto orchestrato con un ritmo, un gusto delle luci, degli spazi, della composizione, che una volta era la norma e oggi fa sognare.

Fabio Ferzetti

 
Corriere della Sera, 13 marzo 2009

Ficarra e Picone 2: la comicità non parte

Battuta di arresto dopo il bel debutto con L'8 e il 9 per l'ineffabile duo Ficarra e Picone alla regia del secondo film con il fedele Giambattista Avellino. Si racconta una faida di famiglia arrivata ai cugini con un albergo da contendere ma naturalmente si racconta anche di una matassa di persone avvolte in un sistema di rancori. Da una parte la famiglia, dall'altra la criminalità, specialità nozze con straniere. Due attori bravi e simpatici, ma il racconto non parte mai, c'è come un pudore ad usare le armi storiche della risata, incominciano a correre a cinque minuti dalla fine. Alcune osservazioni sono gustose, dal grassone che sembra uscito da una comica di Charlot al poliziotto che riprende con il telefonino non eroiche gesta. Malinconia soffusa, tocchi di surreale sparsi ma anche scarsità di idee, gag, battute: la matassa si arrotola assai. Ma è bravo Pino Caruso.

VOTO: 5
Maurizio Porro

© Sipario 2011