Testata

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog


 

 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
  prosa          
             
 
             
             
  ricerca per locandina
  A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
  ricerca per titolo      
             
             
   
 

La luna di cartaLa luna di carta

di Andrea Camilleri
regia: Maria Luisa Bigai
con Nino D'Agata, Alessandra Costanzo
Roma, Stabile del Giallo, dal 16 novembre 2007 al 6 gennaio 2008

   
 
Il Messaggero, 24 novembre 2007
Camilleri e l'inedito Montalbano

Lo Stabile del Giallo (perduto nella profonda Cassia, ma onorato da un pubblico di aficionados) è un teatro "specializzato". Ha un cartellone che, come indica il suo nome, mette in fila, l'uno dopo l'altro, titoli polizieschi e noir di conio classico e contemporaneo. Non di rado novità. Ad esempio, da qualche sera a questa parte, un'inedita avventura del commissario Montalbano, di Andrea Camilleri, in scena fino a dopo le Feste. La luna di carta, questo il fascinoso titolo della pièce, è diretta da Maria Luisa Bigai, con Nino D'Agata nei panni dell'investigatore di Vigata e Alessandra Costanzo in quelli ambigui, quasi truci, della sorella di una vittima molto particolare.
Palcoscenico spoglio, pannelli luminosi dietro i quali i personaggi giocano una sorta di doppia partita con le ombre, azioni e reazioni affidate soprattutto all'espressività, spinta verso la parodia, degli interpreti, sempre convintamente impegnati. Chi sia l'assassino, lo spettatore lo va comprendendo poco a poco, fino a uno scioglimento finale tutto psicologico, Camilleri style. Nessuno si aspetti, andando allo Stabile del Giallo, qualcosa di simile al Montalbano televisivo: qui, è proprio un'altra cosa.

     
 
© Sipario 2011