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Doppia ora (La)
La doppia oradi Giuseppe Capotondi
con Ksenia Rappoport, Filippo Timi
 
Il Mattino, 10 ottobre 2009

Un noir alla Hitchcock per la sfida di Capotondi

Debutto coraggioso e piacevole, quello del quarantunenne Giuseppe Capotondi con il noir «La doppia ora» (la coincidenza che fa leggere sul quadrante un orario in cui ora e minuti sono uguali): nel panorama del cinema italiano votato al minimalismo autoreferenziale, un film modulato sull’eco di classici di genere alla Hitchcock, Lang o Polanski rappresenta una sfida da valorizzare. Capotondi punta forte su Ksenia Rappoport e Filippo Timi per intrecciare una spirale d’inquietanti presenze e minacciosi inganni sullo sfondo di una Torino come astratta o stupefatta. L’amore nascente tra i due vagabondi esistenziali Guido e Sonia viene infatti distrutto da un evento criminale, che inaugura un percorso narrativo basato su un’alternativa concatenazione dei fatti: molto si basa sulla sfuggente cameriera seduttrice, interpretata con buona applicazione dalla Rappoport (migliore attrice a Venezia), ma anche l’emergente Filippo Timi ce la mette tutta per conferire credibilità al suo personaggio di ex poliziotto. Considerato che entrano molto bene nel meccanismo a scatole cinesi predisposto dal trio degli sceneggiatori l’amica Antonia Truppo e la promotrice di “appuntamenti al buio” Lucia Poli, si può dire che funzioni il nucleo del film, cioé la progressione dei segnali allarmanti, delle visioni enigmatiche e degli slittamenti spazio-temporali. Se, soprattutto in sottofinale e finale, qualche dosaggio indiziario è forzato e qualche connessione resta oscura, il lavoro in chiaroscuro sui protagonisti riesce complessivamente a supportare la tenuta di regia.

Valerio Caprara

 
La Stampa, 9 ottobre 2009

Troppa confusione e non basta Ksenia

La bella protagonista russa che fa poco in un film poco apprezzato, La doppia ora di Giuseppe Capotondi, è stata premiata con la Coppa Volpi destinata alla migliore attrice all’ultima Mostra di Venezia, forse per pasticci della giuria più che per la bravura mostrata in passato dall’attrice. Nella storia confusa di due amanti sfortunatissimi dal doloroso passato, lei è una ragazza di Lubiana che fa la cameriera in albergo, lui un ex poliziotto che fa il guardiano d’una villa di campagna. La villa viene svaligiata, la ragazza ferita cade in coma e per tre giorni immagina un’altra esistenza in cui vivi e morti si confondono.

Lietta Tornabuoni

 
Il Giornale, 9 ottobre 2009

La Rappoport bella e un po' imbrogliona

La sconosciuta, pessimo film di Giuseppe Tornatore, adesso ha un prologo: La doppia ora di Giuseppe Capotondi, presentato alla Mostra di Venezia. Ksenia Rappoport v'interpreta sempre una slava disonesta; ma stavolta non agisce in una Trieste spacciata per Treviso: ruba in una Torino dove un guardiano (Filippo Timi), che non sa fare il suo mestiere, permette a lei e al suo amante di svaligiare una villa. Da questo punto tutto ciò che vedrete si rivelerà inganno. E volete pagare il biglietto per farvi ingannare? voto: 5

MC

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