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Cena per farli conoscere (La)
La Cena per farli conosceredi Pupi Avati
con Diego Abatantuono, Francesca Neri, Inès Sastre, Vanessa Incontrada, Violante Placido.
Italia, 2006
 
La Stampa, 2 febbraio 2007
Così ti sistemo Abatantuono in crisi

La cena per farli conoscere Avati dipinge un'Italia poco rassicurante. Un padre cialtrone e tre figlie che cercano di trovargli una compagna

Tre belle sorellastre nate da tre madri diverse, abitanti in differenti città (Parigi, Roma, Madrid) si alleano per trovare una nuova compagna al loro padre in crisi. Soprattutto per liberarsi di lui, per passare ad altri la responsabilità di accudirlo, oganizzano una cena per fargli conoscere una giovane donna. Non risulta una buona idea.

Intanto emerge la visione che Avati ha dell'Italia o del mondo contemporanei. Le donne provvide ma frettolose, ansiose, stanche, senza un attimo di tempo. Gli uomini velleitari, megalomani, sempre bisognosi di aiuto e di lodi. Le famiglie allargate e disperse, formalmente sensibili al dovere ed egocentriche. Il reality Fogne, girato tra le melme lerce e gli odori cattivi delle fogne di Milano, il ridicolo costante.

Le tre sorellastre non sono felici: la più fortunata é in carriera, una è sposata con un brutto ricco feticista, una ha per amante un primario anche allo scopo di salvare il posto al marito chirurgo alcolizzato. Il loro padre Diego Abatantuono non è felice, ma lotta alla sua maniera: attore ex protagonista di una serie tv divenuto negli anni un personaggio minore, tenta per ringiovanirsi un'operazione di plastica facciale malriuscita (l'occhio sinistro esorbitato rimane aperto mentre l'altro è chiuso), tenta per finta il suicidio, chiede aiuto alle figlie semidimenticate. Inés Sastre, Vanessa Incontrada, Violante Placido hanno personaggi sommari, pedadogici. La figura dominante è Abatantuono, attore sfortunato, padre smemorato. La sceneggiatura tende a dimenticarlo: dell'incidente all'occhio, devastante in particolare per un attore, dopo poco si smette di parlare come se non esistesse più o non fosse mai esistito; la scomparsa dell'attore è raccontata alla svelta, si vede un'ambulanza che corre, qualcuno dice che è morto, e via. E' divertente la sua celebrazione televisiva in nome del cinema trash. Abatantuono è bravissimo: basta vedere l'efficienza e la delicatezza competente con cui interviene a curare un'amica che sta male per capire che, nonostante i suoi difetti, è un uomo buono. Francesca Neri, nella sua parte breve, è il personaggio più moderno del film. E lo scoramento, la sfiducia nelle persone, la malinconia di Avati sono unici.

Lietta Tornabuoni

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