Così ti sistemo Abatantuono in crisi
La cena per farli conoscere Avati dipinge un'Italia poco rassicurante.
Un padre cialtrone e tre figlie che cercano di trovargli una compagna
Tre belle sorellastre nate da tre madri diverse, abitanti in differenti
città (Parigi, Roma, Madrid) si alleano per trovare una nuova
compagna al loro padre in crisi. Soprattutto per liberarsi di lui, per
passare ad altri la responsabilità di accudirlo, oganizzano una
cena per fargli conoscere una giovane donna. Non risulta una buona idea.
Intanto emerge la visione che Avati ha dell'Italia o del mondo contemporanei.
Le donne provvide ma frettolose, ansiose, stanche, senza un attimo di
tempo. Gli uomini velleitari, megalomani, sempre bisognosi di aiuto e
di lodi. Le famiglie allargate e disperse, formalmente sensibili al dovere
ed egocentriche. Il reality Fogne, girato tra le melme lerce e gli odori
cattivi delle fogne di Milano, il ridicolo costante.
Le tre sorellastre non sono felici: la più fortunata é in
carriera, una è sposata con un brutto ricco feticista, una ha
per amante un primario anche allo scopo di salvare il posto al marito
chirurgo alcolizzato. Il loro padre Diego Abatantuono non è felice,
ma lotta alla sua maniera: attore ex protagonista di una serie tv divenuto
negli anni un personaggio minore, tenta per ringiovanirsi un'operazione
di plastica facciale malriuscita (l'occhio sinistro esorbitato rimane
aperto mentre l'altro è chiuso), tenta per finta il suicidio,
chiede aiuto alle figlie semidimenticate. Inés Sastre, Vanessa
Incontrada, Violante Placido hanno personaggi sommari, pedadogici. La
figura dominante è Abatantuono, attore sfortunato, padre smemorato.
La sceneggiatura tende a dimenticarlo: dell'incidente all'occhio, devastante
in particolare per un attore, dopo poco si smette di parlare come se
non esistesse più o non fosse mai esistito; la scomparsa dell'attore è raccontata
alla svelta, si vede un'ambulanza che corre, qualcuno dice che è morto,
e via. E' divertente la sua celebrazione televisiva in nome del cinema
trash. Abatantuono è bravissimo: basta vedere l'efficienza e la
delicatezza competente con cui interviene a curare un'amica che sta male
per capire che, nonostante i suoi difetti, è un uomo buono. Francesca
Neri, nella sua parte breve, è il personaggio più moderno
del film. E lo scoramento, la sfiducia nelle persone, la malinconia di
Avati sono unici.
Lietta Tornabuoni