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La bellezza e l'utopiaBellezza e l'utopia (La)

di e con Roberto Saviano
regia: Serena Sinigaglia
Milano, Teatro Grassi, dal 6 al 8 ottobre 2009

   
 
Corriere della sera, 11 ottobre 2009

Roberto Saviano sull' Arca della parola

Con pacatezza e una straordinaria dolcezza narrativa da cui traspare la forza di un tormento costantemente confortato dalla parola e nella parola, Roberto Saviano racconta e si racconta ne La bellezza e l' inferno, un monologo penetrante, stravolgente. La regia è di Serena Sinigaglia. Parla di violenza e di libertà, di scelte di vita e di bisogno di verità. Parla di sé, dei libri che lo hanno formato, di Maradona, l' idolo dei 14 anni, di Miriam Makeba, dell' Africa in Italia, di gulag, di chi è morto per aver scritto come il nigeriano Ken Saro-Wiwe, del kalashnikov. E ci si accorge come la parola può essere etica, può essere l' Arca che ci salva da ogni diluvio, da ogni tragedia. E con queste parole che non sono vecchi stracci che si agitano nel solaio di una mente bombardata da un incessante, quotidiano «molto dire per nulla dire», ma una parola viva, che gira per il mondo, contaminata, pulsante, ad auspicare una rifondazione ontologica dei significati, Saviano racconta che bellezza e felicità tolgono terreno all' inferno, l' inferno della violenza, della menzogna, del cinismo, della prevaricazione, della mancanza di rispetto di sé e del prossimo, della guerra, dei lager e dei gulag, insomma a tutti gli inferni. Anche se la bellezza può essere così provocatoria, non nel senso comunemente inteso, da portare alla morte come nel caso delle due giovani donne iraniane Neda e Tarameh cui è dedicato il monologo e le cui foto proiettate feriscono per la luce di bellezza che emanano. Bellezza delle parole e del raccontare che Varlam Salamov oppone al tormento e alla morte nel gulag. Bellezza che è verità «perché la verità, nonostante tutto, esiste». E quando si è visto, ascoltato, «odorato» la febbre di chi, come l' autore di Gomorra, è in cerca della verità, rimane nel cuore una sorta di indelebile riverbero che è un' etica protezione contro il vuoto.

Magda Poli

     
 
© Sipario 2011