Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Joshua
Joshuadi George Ratcliff
con Sam Rockwell, Vera Formiga (Usa, 2007)
 
Il Messaggero, 11 luglio 2008

Bambino prodigio e forse assassino

C'è un nuovo cattivo in città: il bambino. Proprio così. Sarà l'ingegneria genetica, saranno le famiglie allargate o le scuole disastrate, ma i pargoli sono la nuova frontiera dell'ansia. Mancavano solo i mini-killer. Fatto. Ed ecco il pettinatissimo Joshua (Jacob Kogan), che a 9 anni suona Brahms e Bartok, si diletta di storia egizia, parla come un laureato di Yale, ma ha anche gesti sconcertanti. Possibile che un piccolo newyorkese ricco come lui, cresciuto nell'Upper East Side in una casa con vista sul Dakota Building (l'edificio di Rosemary's Baby, per capirci...), sia così patologicamente geloso della sorellina? O è per "proteggere" la madre, stressata dai pianti notturni della neonata, e quel padre bamboccione tutto rock in cuffia e Wall Street, che Joshua mente, inganna, manipola, forse uccide? In uno dei tanti assurdi o insinuanti horror estivi, il dubbio genererebbe poca angoscia ma molta macelleria. In un film con tutti i crismi della confezione hollywoodiana foto smaltata, cast di rispetto (i genitori sono Sam Rockwell e la Vera Farmiga di The Departed), regia sicura del texano George Ratliff invece, mette i brividi. Avido di certezze, il pubblico Usa non ha fatto la fila per vederlo. Buon segno. È il mix lusso-angoscia, privilegio e paura, a mettere davvero a disagio. Ratliff ha solo messo il dito nella piaga.

Fabio Ferzetti

 
Il Giornale, 11 luglio 2008

Joshua, il giovane balordo fa paura a Manhattan

Non è un film per vecchi questo thriller psicologico, dove due genitori perfettini, che abitano nel tipico stupendo appartamento di Manhattan, danno vita alla classica famiglia patologica. A scatenare le peggiori fobie del loro figlio dodicenne Joshua, ecco la nascita di Lily. Si sa che negli adolescenti le tensioni paranormali sono potenti, come le pulsioni psichiche più riposte, ma qui, tra apparenze smaltate genere newyorchesi affluenti e comportamenti paranoici del giovane disturbato, si piomba dritti nell'incubo. Come quando la Sonata n.12 di Beethoven fa da sfondo alle allucinazioni da sveglio, di cui Joshua soffre. Brividi assicurati: d'estate, non è poco.

Cinzia Romani

© Sipario 2011