Liam Neeson agente segreto e action-papà
Dopo i primi film del cosiddetto «neobarocco francese»,
Luc Besson da anni punta sul gigantismo produttivo per dimostrare
che anche gli europei, con grandi budget, sono in grado di
tener testa agli americani. Sia come regista, sia come produttore,
spesso esce a testa alta dalla sfida. A partire dal 1998, quando
produsse «Taxi» che aprì il filone dei film
francesi d'azione di ispirazione Usa, Besson continua a misurarsi
in questo ruolo e da qualche anno è impegnato in coproduzioni
franco-americane che gli hanno consentito di penetrare anche
nel mercato statunitense. «Io vi troverò» è un
prodotto costruito su un felice compromesso tra i due partner
produttivi: il regista è francese e gli interpreti americani,
tranne l'irlandese Liam Neeson (nella foto), la sceneggiatura è stata
scritta da Besson e Robert Kamen, la storia è ambientata
tra Los Angeles e Parigi. La trama è di quelle essenziali
ma, secondo la lezione dell'action movie americano, ha gli
snodi narrativi decisivi e gli exploit spettacolari e violenti
necessari. Bryan è un ex agente dei servizi segreti
che, mentre si abitua a fare il padre di famiglia, è costretto
ad indossare di nuovo i panni dell'uomo d'azione quando la
sua figlia diciassettenne, Kim, in vacanza a Parigi, viene
rapita da un'organizzazione criminale specializzata nel sequestro
di giovani donne da inserire nel giro della prostituzione.
Sin dal primo colloquio telefonico con i rapitori, si capisce
che Bryan sarà protagonista di una delle missioni più pericolose
e disperate della sua carriera. Volato oltralpe, l'agente che
ha a disposizione solo quattro giorni per salvare la ragazza,
si trasforma in un uomo duro, di poche efficaci parole in stile
Schwarzenegger. Pierre Morel, autore di «Banlieue 13»,
sa il fatto suo quanto ad emulazione dello stile e del ritmo
degli specialisti americani di genere e con il supporto di
un efficace montaggio, serrato e iperbolico, orchestra un'avvincente
escalation di combattimenti ed inseguimenti a base di colpi
di scena. Il thriller diverte anche con la giusta dose di suspense
e Neeson nel ruolo dell'agente fa valere la sua presenza a
tutto schermo, mentre Maggie Grace nei panni della rapita Kim
conferma quanto di buono ha fatto vedere in «Lost».
Certo, se ci si aspetta un film bipartisan, si resta delusi
perché Besson va incontro al gusto del pubblico americano
inserendo elementi come la verginità di Kim da salvaguardare,
la presenza di qualche arabo nella banda criminale, un'Europa
pericolosa e con poliziotti corrotti.
Alberto Castellano