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Io & Marley
di David Frankel
con Jennifer Aniston e Owen Wilson
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L'Unità, 3 aprile 2009
Un figlio a 4 zampe
Sappiamo che ci sono persone che ucciderebbero (i propri genitori) per il proprio cane. Tanto vale, siete già con un piede in sala per vedere IO & MARLEY, che dell’amico a quattro zampe fa un membro della famiglia a tutti gli effetti, tollerato oltre ogni limite nonostante sia un labrador pestifero che sfascia e mastica tutto quello che ha sotto tiro. Di più: John Grogan, giornalista del Philadelphia Inquirer (almeno, nella biografia pre crisi globale), del suo cane ha fatto il soggetto di una piccola saga in cui ci racconta varie amenità sulla sua famiglia americana e wasp, moglie e tre figli in una casa della Pennsylvania. Dal primo libro della serie è uscito fuori questo film un po’ sbiadito, diretto da David Frankel che dopo “Il Diavolo veste Prada” si inchioda a onesto confezionatore con pochi palpiti. Qualcosa viene fuori dall’accoppiata tutto sommato riuscita Owen Wilson-Jennifer Aniston, entrambi giovani giornalisti e appena sposi, che trovano lavoro in due giornali di Palm Beach. Vita tranquilla e il desiderio di un figlio rimpiazzato con un piccolo labrador che in breve esplode in tutta la sua irruenza. Poi però arrivano i bambini, Jennifer si fa prendere qualche brutto quarto d’ora eppure decide di lasciare il lavoro per tirare su la famiglia mentre Owen è sempre lui: stralunato, scrive le sue rubriche raccontando con ironia i fatti di casa ed è mediamente soddisfatto (cioè mediamente insoddisfatto, pare). Se ci chiedete cosa accade nel film possiamo dire tutto e niente: tutto quello che di ovvio capita nelle famiglie”normali” e niente perché in fondo lo sapevamo già. Nessun dramma per un po’ di soldi buttati via in pellicola, di film così sono lastricate le vie interne degli Studios. C’è sempre tempo per rivedere Owen Wilson e Jennifer Aniston, che come coppia possono funzionare meglio. Se proprio i due sopra sono una sirena irresistibile e finirete al cinema, vi sfidiamo a riconoscere Kathleen Turner appena appare sullo schermo (“Brivido caldo” sembra il ricordo di un altro millennio).
Pasquale Colizzi
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Il Giornale, 3 aprile 2009
Un bel cagnolone rovinamatrimoni
La cagnara hollywoodiana continua con Io & Marley di David Frankel, il regista del Diavolo veste Prada. Rispetto a quel film, nella vicenda del Labrador chiamato come Bob Marley, c’è meno cattiveria e più melassa. Una coppia di giornalisti fronteggia ritardi in carriera di lui (Owen Wilson) e voglia di maternità di lei (Jennifer Aniston) con un cucciolo che diverrà un gigante, rischiando di rovinare il matrimonio. Tratto dall’omonimo libro di John Grogan , dove lui raconta se stesso, il cane, la moglie e figli nell’ordine, il film di Frankel dura il doppio del dovuto. E incita ad amare i gatti.
Voto: 6
MC
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Il Mattino, 4 aprile 2009
Due cuori e un labrador ma la storia non decolla
Una delle leggi non scritte della critica prescrive la massima allerta al cospetto dei film la cui star è un cane. Purtroppo «Io & Marley» ribadisce i peggiori pregiudizi, ammannendo agli spettatori - cinofili e non - una marea di scenette, mossette, urletti e smorfiette, un campionario da record di svenevolezze non riscattate dalla bravura dei ventidue protagonisti... Eh sì, perché il labrador biondo immortalato dalle pagine del bestseller di John Grogan e celebrato in ogni fotogramma della messinscena di David Frankel ha richiesto altrettante controfigure per dare vita alle sue diverse età e alle sue cicloniche imprese. Fin qui tutto ok, la bellezza, l’allegria, l’intelligenza di una delle razze canine più alla moda non si discutono; purtroppo, però, la trama, il tono e soprattutto la compartecipazione umana recano grave danno al neodivo. Si narra, infatti, degli sposini giornalisti John e Jenny che vanno a vivere in Florida e trovano lavoro in due testate concorrenti: ricchi e innamorati, pensano di predisporsi al mestiere di genitori adottando un magnifico cucciolo. Marley, appunto, si rivela renitente a qualsiasi addestramento e produce guai in serie in stile cartone animato, ma la commedia non decolla proprio perché deve pagare pegno alla più scontata delle dinamiche di coppia. Owen Wilson è un bravo attore che non riesce mai davvero a esplodere; Jennifer Aniston continua per noi a incarnare uno dei sommi misteri hollywoodiani: nella sdolcinatissima commedia sfornano, per di più, tre deliziosi frugoletti che verranno buoni quando la mascotte di casa andrà incontro al suo destino. Lacrime in dosi massicce per cercare d’arginare l’incombente coma diabetico.
Valerio Caprara
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Il Messaggero, 3 aprile 2009
Attenti a Marley
Non morde, però...
Hollywood e cani attori. Quelli buoni sono Lassie e Rin Tin Tin, il fifone fatto al computer Scooby Doo (re del box office), i piantagrane Beethoven, Brutus (Quattro bassotti per un danese) e Hooch (Turner e il casinaro) mentre l'horror si chiama Cujo. E' lui che ti tira l'osso. Il tuo. Da che parte sta Marley? D'aspetto è un bel labrador come la dolce Daisy del grugnente Eastwood di Gran Torino, ma dentro batte un cuore di tenebra. Quando la solare coppia di giornalisti John (Owen Wilson) e Jenny (Jennifer Aniston) acquista il cucciolo per ovviare alla mancanza di pargoli sembra tutto rose e fiori. E invece no. Si comincia con sciocchezzuole e si finisce con Marley che ingurgita i gioielli di famiglia sfidando i padroni come un cowboy di Sergio Leone, con le inconfondibili note di Ennio Morricone a fare da accompagnamento. I due coniugi hanno tre bambini, il cane cresce e John viene invitato a diventare un editorialista. Di cosa scriverà? Ma di Marley ovviamente e di come belzebù possa avere quattro zampe. Come Sansone del vignettista Brad Anderson, Marley è la bestia che si ribella all'addomesticamento della bella borghesia. Nessuno si fa male e il regista de Il diavolo veste Prada porta a casa un film gradevole, senza griffe e senza graffi. Tratto da best-seller.
Francesco Alò
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Corriere della Sera, 3 aprile 2009
Sussurri & grida in versione cinofila
Per abituarsi ad essere genitori, una coppia di borghesia disneyana adotta prima di avere tre frugoletti in proprio un labrador biondo che passa dai 5 ai 45 chili e morde, corre, rompe, mangia, ruba collane. Marley, nome reggae, è un amore di cane anche se passa per il peggiore del mondo. Commedia casalinga con genitori giornalisti — Grogan ha avuto successo coi suoi editoriali canini e ha dato alle stampe un best seller Sperling & Kupfer — che fa sorridere come un cartoon, ma poi alla fine diventa sussurri e grida in versione cinofila e non cinefila. Dirige David Frankel, quello del Diavolo veste Prada, modaiolo inguaribile, ma furbo. Tredici anni di vita coniugale visti dal cagnone con nevrosi (i tuoni) che ha avuto sul set ben 22 controfigure. Owen Wilson e Jennifer Aniston, spesso rovina famiglie, qui si tengono stretta la loro con tre cuccioli umani.
VOTO: 6,5
Maurizio Porro
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