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Infamous
Infamousdi Douglas McGrath
con Tobey Jones, Daniel Craig, Sandra Bullock
Usa, 2006
 
La Stampa, 12 gennaio 2007
Truman Capote e l'arte di vendere l'anima al diavolo

Come Capote (2005) di Bennett Miller, Infamous di Douglas McGrath si focalizza sui sette anni della stesura di A sangue freddo (1966), il romanzo cronachistico ispirato a un'efferata strage avvenuta in una fattoria del Kansas nel '59, che per Truman Capote (1924-1984) rappresentò l'acme del successo e insieme la dannazione. A dispetto della singolare coincidenza, i due film sono assai differenti e hanno indotto all'inevitabile confronto: meglio il Capote incarnato da Philip Seymour Hoffman, non a caso recipiente dell'Oscar per la sua interiorizzata perfomance? O la più realistica, caratterizzata personificazione dell'inglese Tobey Jones, che mette in evidenza anche gli aspetti meno nobili del personaggio, brillante uomo di società, gran pettegolo e confidente privilegiato delle signore del bel mondo? Anche se non pochi critici americani, ritenendolo più raffinato e misterioso, hanno votato a favore di Capote, a noi sembra che, entrambi ottimi, questi biopic siano la dimostrazione che ogni storia può essere raccontata in svariati modi e tutti convincenti.

Ricco di un prestigioso cast di contorno che annovera Gwyneth Paltrow e Sigourney Weaver, Infamous sottolinea il sottofondo sessuale nell'ambiguo rapporto che Truman intrecciò visitando in prigione l'assassino Perry Smith (un Daniel Craig con i capelli neri, insieme fragile e intenso). Mentre attraverso il fraterno legame con l'amica d'infanzia Nelle Harper Lee (una Sandra Bullock da Oscar) si evidenzia la tensione di uno scrittore disposto a vendere l'anima al diavolo pur di riuscire a tradurre la verità sulla pagina.

Alessandra Levantesi

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