L'Italia di oggi in mostra nel discount dei Dico
Ancora una volta Luca Ragazzi e Gustav Hofer hanno ragione:
magari se il sindaco di Roma Alemanno e Giorgia Meloni
vanno a vedere il loro film su Gay Pride e molto altro
potrebbero cambiare d'avviso. Intanto però andateci
voi al Politecnico-Fandango di Roma dove Improvvisamente
l'inverno scorso, documentario in prima persona plurale
sui Dico, esce per una settimana. Mentre i due registi
continuano il tour di promozione per l'Italia. Nella Rai
c'è poco da sperare, anche la «nicchia» Doc
siamo sicuri non lo mostrerà, aziendalismo e autocensura
purtroppo sono sempre altissimi.
Improvvisamente l'inverso scorso - citazione più che
dichiarata da quella magnifica epifania che era Improvvisamente
l'estate scorsa di Mankiewicz - è un piccolo capolavoro
di sagacia politica e cinematografica su come raccontare
la realtà italiana tragica con l'umorismo della
commedia. Devo dire che a Berlino già dava un quadro
assai dettagliato del nostro paese, oggi è quasi
una premonizione. Infatti vedendolo capiamo bene cosa non
ha funzionato «a sinistra» , e non è soltanto
questione di diritto di famiglia, coppie gay, e matrimonio.
Tutto comincia quando Luca e Gustav si incontrano, si innamorano,
vanno a vivere insieme in un casa colorata al Pigneto,
quartiere romano. Giornalisti entrambi, lavorano, vedono
gli amici, fanno dei viaggi, hanno sereni rapporti familiari.
Alle ultime elezioni ovviamente votano Prodi, sono contenti
perché nel suo programma ci sono i Dico. Finirà l'incubo
di non avere diritti, tutele ovvie nei paesi non oscurantisti.
Gli etero risolvono col matrimonio-contratto ma i gay?
Gli opportunismi della politica però affondano i
Dico. Gustav decide di farci un film. Dentro, insieme alla
loro vita e al trauma di scoprirsi nel confronto col «paese
reale» «contronatura», ci sono il Gay
pride e il Family day, i discorsi dei politici di destra
e di centro-sinistra spesso spaventosamente simili, le
trasmissioni tv tipo Porta a Porta che non poco contribuiscono
alla catastrofe culturale e sociale del nostro paese. Ma
se il presidente della Camera minimizza l'omicidio squadrista
siamo nei guai ...
I due registi incontrano i ragazzi di Comunione e liberazione,
le signore «papaline», i fascisti del trifoglio
che quasi li menano, gli invasati di Militia Christi che
celebrano sull'isola Tiberina i feti morti sfoggiando magliette
da irriducibili della curva ... I gay per tutti questi
sono malati, si devono curare, se passano i Dico allora
passerà anche la famiglia di «tre più un
cane». Oddio ma davvero siamo in un paese così?
Binetti (centrosinistra con cilicio, durante le riprese
al governo) cita la bibbia. Famiglia è quando ci
si vuole bene grida in piazza Luxuria. Luca travolto sospira: «Non
mi ero mai sentito innaturale». Sembra un film dell'orrore, è il
nostro paese del quale abbiamo capito poco. Improvvisamente
l'inverno scorso finisce con un matrimonio per scherzo,
i Dico sono diventati il «discount italiano»,
dentro c'è un quotidiano nostrano che fa malissimo
e spaventa. I due non però si rassegnano (e meno
male), mentre il film ci dimostra che la realtà si
può raccontare senza effetti speciali mettendo in
gioco vissuto e cinema.
Cristina Piccino