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Improvvisamente l'inverno scorso
Improvvisamente l'inverno scorsodi Gustav Hofer, Luca Ragazzi
 
Il Manifesto, 9 maggio 2008

L'Italia di oggi in mostra nel discount dei Dico

Ancora una volta Luca Ragazzi e Gustav Hofer hanno ragione: magari se il sindaco di Roma Alemanno e Giorgia Meloni vanno a vedere il loro film su Gay Pride e molto altro potrebbero cambiare d'avviso. Intanto però andateci voi al Politecnico-Fandango di Roma dove Improvvisamente l'inverno scorso, documentario in prima persona plurale sui Dico, esce per una settimana. Mentre i due registi continuano il tour di promozione per l'Italia. Nella Rai c'è poco da sperare, anche la «nicchia» Doc siamo sicuri non lo mostrerà, aziendalismo e autocensura purtroppo sono sempre altissimi.
Improvvisamente l'inverso scorso - citazione più che dichiarata da quella magnifica epifania che era Improvvisamente l'estate scorsa di Mankiewicz - è un piccolo capolavoro di sagacia politica e cinematografica su come raccontare la realtà italiana tragica con l'umorismo della commedia. Devo dire che a Berlino già dava un quadro assai dettagliato del nostro paese, oggi è quasi una premonizione. Infatti vedendolo capiamo bene cosa non ha funzionato «a sinistra» , e non è soltanto questione di diritto di famiglia, coppie gay, e matrimonio.
Tutto comincia quando Luca e Gustav si incontrano, si innamorano, vanno a vivere insieme in un casa colorata al Pigneto, quartiere romano. Giornalisti entrambi, lavorano, vedono gli amici, fanno dei viaggi, hanno sereni rapporti familiari. Alle ultime elezioni ovviamente votano Prodi, sono contenti perché nel suo programma ci sono i Dico. Finirà l'incubo di non avere diritti, tutele ovvie nei paesi non oscurantisti. Gli etero risolvono col matrimonio-contratto ma i gay? Gli opportunismi della politica però affondano i Dico. Gustav decide di farci un film. Dentro, insieme alla loro vita e al trauma di scoprirsi nel confronto col «paese reale» «contronatura», ci sono il Gay pride e il Family day, i discorsi dei politici di destra e di centro-sinistra spesso spaventosamente simili, le trasmissioni tv tipo Porta a Porta che non poco contribuiscono alla catastrofe culturale e sociale del nostro paese. Ma se il presidente della Camera minimizza l'omicidio squadrista siamo nei guai ...
I due registi incontrano i ragazzi di Comunione e liberazione, le signore «papaline», i fascisti del trifoglio che quasi li menano, gli invasati di Militia Christi che celebrano sull'isola Tiberina i feti morti sfoggiando magliette da irriducibili della curva ... I gay per tutti questi sono malati, si devono curare, se passano i Dico allora passerà anche la famiglia di «tre più un cane». Oddio ma davvero siamo in un paese così? Binetti (centrosinistra con cilicio, durante le riprese al governo) cita la bibbia. Famiglia è quando ci si vuole bene grida in piazza Luxuria. Luca travolto sospira: «Non mi ero mai sentito innaturale». Sembra un film dell'orrore, è il nostro paese del quale abbiamo capito poco. Improvvisamente l'inverno scorso finisce con un matrimonio per scherzo, i Dico sono diventati il «discount italiano», dentro c'è un quotidiano nostrano che fa malissimo e spaventa. I due non però si rassegnano (e meno male), mentre il film ci dimostra che la realtà si può raccontare senza effetti speciali mettendo in gioco vissuto e cinema.

Cristina Piccino

© Sipario 2011