Horror prevedibile in stile Anni 70
Usciti dalla sala, ci si stupisce di non essere tornati negli Anni 70 perché il tono del film è proprio quello degli horror di allora. I fatti: a Torino per studiare nella scuola di cinema diretta da Geraldine Chaplin, l' orfano Bruno (Alberto Amarilla) fa amicizia con due ragazze (una è Oona, la nuova generazione Chaplin) ma inizia per lui un terribile periodo di incubi in cui lo insegue uno zombie. E poiché è sempre «l' occhio che uccide» (per dirla con Michael Powell) verrà fuori il segreto, un folle che in passato tentò di riprendere dalla cornea le ultimi visioni di un morituro: ed ecco la thanatografia, effetto speciale il bulbo oculare. Così la storia si ripete in un film senza scosse, a tappe fisse e prevedibili, autore Stefano Bessoni, che non sfrutta un buon soggetto «metacinema» che gli permette solo alcune citazioni (l' istituto Murnau, i nomi di Ozu e della Nicolodi). (m. po.) voto4,5
Maurizio Porro