Leo Piazza, gangster un po’ imbarazzante
Diretto e prodotto da Francesco Campanini, il noir riprende il personaggio di Leo Piazza, gangster braccato da tutti ma con in valigia ben 3 miliardi frutto d’una rapina andata male. Prima della carneficina tutte le tappe notturne di un Melville (magari) italiano col nostro che s’innamora della «guardiana». Purtroppo incapace di esprimere la mala coscienza e adeguarsi al ritmo bieco degli spari, il film volenteroso accarezza tutti i luoghi comuni: il risultato è come quando i bambini giocano agli indiani e/o ai gangster, imbarazzante, incredibile copia di un genere che appartiene a un’altra cultura, impossibile da coniugare coi nostri volti e luoghi. Dialoghi da riscrivere, cattivi tutti d’un pezzo e fatalone da lap dance di provincia, ma va salvata la passione di tutti e l’impegno di Luca Magri.
VOTO: 4,5
Maurizio Porro