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Il piacere e l'amore
Il Piacere e l'amoreregia: Nuri Bilge Ceylan
con Ebru Ceylan, Nuri Bilge Ceylan
 
La Repubblica, 27 aprile 2007

Più che un'imitazione, si tratta di un'analogia: incomunicabilità e inquadrature fisse

"Il piacere e l'amore", un film turco
che deve molto al cinema di Antonioni

Il titolo italiano Il piacere e l'amore, lo stesso di un vecchio adattamento del "Girotondo" di Schnitzler, c'entra poco: "piacere" e "amore" non rappresentano né un binomio né un'antinomia nel bel film di Nuri Bilge Ceylan, il regista turco già premiato a Cannes per "Uzak". Come nel titolo originale, "Iklimler", tutto è una questione di climi: nel senso atmosferico (i protagonisti si lasciano durante un'estate, si rivedono sotto la neve), ma ancor più nel senso psicologico del temine. Come dire che, in amore, le temperature emotive non coincidono mai: continuano a entrare in conflitto fino a che provocano la separazione.

Un professore universitario e la sua giovane compagna Bahar, produttrice televisiva, non riescono più a stare insieme. Lo mostra inequivocabilmente un lungo piano-sequenza all'inizio, in cui litigano a freddo sotto gli occhi dell'amico che li ha invitati a cena. Tornato solo a Istanbul, l'uomo ritrova l'ex-amante Serap. L'incontro dà luogo a una scena di sesso, giocata dalla regia ai limiti dello stupro; ma ecco che, all'appuntamento successivo, Serap tenta di stuzzicare invano un uomo già disinteressato a lei. In volo, il professore raggiunge Bahal, occupata nelle riprese di una soap. Come troverà il "clima" della donna?
Incomunicabilità e inquadrature fisse: il paragone con Antonioni è d'obbligo. Più che di un'imitazione, però, si tratta di un'analogia; un ritegno ai limiti della reticenza (ma molto eloquente) che Ceylan condivide col nostro grande regista.

Roberto Nepoti
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