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  Il Padre de li santiPadre de li santi (Il) ovvero i monologhi del cazzo

di Luigi Lunari
regia di Luciano Damiani ripresa da Danilo Gattai
scene e costumi: Luciano Damiani
con Danilo Gattai, Florigio Lista, Sara Rutigliano, Vanessa Sacco
Roma, Teatro di Documenti, dal 20 novembre al 23 dicembre 2007

   
 
Il Messaggero, 25 novembre 2007
"Il padre de li santi", la storia
dell'umanità vista da "lui"

«Una rivisitazione della storia dell'umanità, della cultura, del linguaggio e del costume, condotta con lo sguardo del membro virile, che parla di sé e del mondo con ironia, svelando certezze, dubbi, verità, perversioni, debolezze, alla ricerca di sé... in una rappresentazione, che non ha nulla di volgare e che vuol arrivare alla verità del problema senza coperture linguistiche».
Con queste parole la scrittrice Marilena Menicucci sintetizza il significato di Il padre de li santi (ovvero i monologhi del cazzo), un provocatorio e divertente spettacolo scritto dal drammaturgo Luigi Lunari (ma che porta ancora il segno del precedente lavoro registico di Luciano Damiani) in questi giorni in scena al teatro di Documenti. Caratterizzato da una vis comica che potremmo definire incisiva, ma sempre distillata con raffinatezza, il testo, interpretato da Danilo Gattai, Florigio Lista, Sara Rutigliano e Vanessa Sacco, è tutto giocato sulla recitazione allusiva, un po' insolente e volutamente provocatoria.
Una sorta di divertissement per la mente, accompagnato da una scenografia provocante, caratterizzata da una serie di oggetti-installazioni che Luciano Damiani aveva creato per questa pièce e che sono da sole delle opere d'arte che si collegano alle ricerche artistiche dell'arte del Novecento, con rimandi che nascono spontanei alla scultura cinetica dei Mobiles di Calder o all'art brut di Dubuffet.

Giuliano Malatesta

     
 
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