Ebbene sì, gli Usa arruolavano i nazi
La Storia siamo
noi? Niente di più leggendario. La Storia
sono loro. Gente come Klaus Barbie, criminale nazista soprannominato
il "macellaio di Lione", torturatore, stragista e
per finire spia per conto degli americani. Il ritorno al documentario
da parte dell'inglese Kevin Macdonald (Touching the void),
dopo il successo della sua prima fiction L'ultimo Re di Scozia
e prima del prossimo dramma politico State of Play, è un
pugno nello stomaco che stordisce, indigna e fa girare la testa.
Il titolo parla charo: Il nemico del mio nemico - Cia, nazisti
e guerra fredda. Il doc, un'incalzante mitragliata di informazioni
ai limiti del frenetico, racconta la vita di uno dei nazisti
più sadici del Terzo Reich che, finita la II Guerra
Mondiale, diventa pedina utilissima della Cia per contrastare
il dilagare del comunismo in Sudamerica. E da nemico, Barbie
diventa un amico spinto quasi a fondare un Quarto Reich nell'America
latina.Molte immagini di repertorio e teste parlanti: storici,
giornalisti, testimoni, sopravvissuti. E la figlia di Barbie
che giudica il padre una gran brava persona. Difficile evitare
di sentirsi male. Impossibile non pensare all'erede del nemico-amico:
Osama Bin Laden. Solo che lui ha fatto il percorso inverso:
da amico è diventato nemico. E la Storia la decidono
sempre loro.
Francesco Alò