L'emozione di spiare una vita: la nostra
Jane Austen ha scritto sei libri ed è morta a soli 41 anni nel 1817. Nonostante ciò è ancora oggi una regina del best-seller con otto adattamenti cinematografici, mille traduzioni televisive e un film ispirato alla sua vita realizzato a Hollywood nel 2007. I membri de Il club di Jane Austen sono sei californiani che durante sei mesi di discussione attorno ai romanzi della loro scrittrice beniamina scoprono che le loro vite cominciano a somigliare un po' troppo a quelle dei personaggi della scrittrice inglese. Si legge, si ama, si teorizza e si vive istintivamente nel morbido esordio alla regia di Robin Swicord che sceglie un cast femminile da urlo (Maria Bello ed Emily Blunt su tutte) per cullarci al ritmo di belle parole, sguardi intelligenti e pene d'amore. Le eroine del film sono uguali a quelle della Austen: fiere ma miopi. L'amore non si vede anche quando è a due passi. Film letterario? Certamente. Noioso? Nemmeno un po'. Il club di Jane Austen ci ricorda uno dei tanti motivi per cui si deve amare un buon film o romanzo. Ci fa spiare le vite finte degli altri illudendoci che non stia invece parlando della nostra. E non c'è niente di più emozionante, e spaventoso, di scoprirsi già raccontati.
Francesco Alò