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Fantastici 4 e silver surfer (I)
Fantastici 4regia: Tim Story
con Jessica Alba, Ioan Gruffud, Chris Evans
 
Panorama, n. 25 2007
Anche i fantastici 4 vorrebbero i Dico

La Cosa è la Cosa (interpreta il ruolo l'attore Michael Chicklis), grosse pietre al posto dei poderosi muscoli, molta ironia e, in questa seconda puntata, il dubbio se farà l'amore, e come, con la sua fidanzata. Solo fini allusioni, ovvio, il film è per bambini e quando la donna invisibile (interpretata dalla splendida Jessica Alba) rimane nuda dopo essersi trasformata in donna torcia, la macchina da presa inquadra solo le spalle e i piedi. Pudori fuori tempo per un film che già al primo episodio stupiva per l'inespressività fumettara dei protagonisti e la povertà di messa in scena, molto utile per non distrarre il target con qualche sospetto di pensiero.
Il marketing per famiglie è una macchina implacabile, anche se si tenta, qua e là, la metafora. Per tutto il film, infatti, l'Uomo Elastico e la Donna Invisibile tentano di convolare a nozze, sempre interrotti dall'urgenza di salvare il mondo, e il tema della diversità si fa strada: «Noi diversi potremo mai avere una famiglia?» sospira la Cosa. Qualche critico suggestionabile ha evocato i Dico. Non esageriamo: meglio segnalare l'avvento riuscito di Silver Surfer, l'araldo galattico che arriva surfando dallo spazio per distruggerci, ma poi si fa toccare il cuore dai terrestri e si immola per la nostra salvezza. Riuscito, emozionante, asessuato e tutto lustro come la statuetta dell'Oscar, è unica creatura che colpisce al cuore in un film anodino e bambinesco. Già pronto per lo spin off dove agirà da solo, o perlomeno avrà il nome sopra il titolo.

Piera Detassis

 
La Stampa, 1 giugno 2007
Il surfista d'argento
scompiglia i supereroi

Una creatura ambigua incombe sulla Terra pronta a scippare al quartetto della Marvel anche le simpatie del pubblico

Silver Surfer, ben noto agli appassionati di fumetti, è una creatura animata straordinaria: un uomo d'argento, temibile, atletico e bello, senza genitali come una bambola, che vola nello spazio su una tavola da surf pure d'argento per obbedire velocemente agli ordini del suo padrone Galactus. In mantello e cappuccio che gli nasconde la faccia, il «divoratore di mondi» Galactus, già responsabile dell'estinzione di alcuni pianeti, sta per attaccare la Terra.

Le autorità americane, non sapendo cosa fare per sventare la minaccia, ricorrono ai Fantastici 4. Come si sa, i Fantastici, durante un volo spaziale, per effetto di radiazioni cosmiche capaci di alterare la struttura molecolare dei loro corpi, hanno acquisito poteri eccezionali: Mister Fantastic ha la facoltà di allungare quanto vuole gambe e braccia; la ragazza di lui, Donna Invisibile, può sviluppare campi di forza che la rendono appunto invisibile; il fratello di lei, Torcia, sa trasformarsi in un missile di fuoco; amico di tutti, La Cosa è un essere di pietra, un colosso dal corpo roccioso. Questi meravigliosi personaggi ideati nel 1960 per i fumetti Marvel da Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni), hanno sempre presentato un difetto: sono così straordinari che, al di là dei loro poteri strettamente fisici, non si sa bene cosa fargli fare. Lo stesso avviene con Silver Surfer e (un po' meno) con Galactus.

Al film non resta quindi che affidare loro, come al solito, la salvezza della Terra dalla distruzione, accompagnata da musiche-rumori rimbombanti, da vortici-terremoti impressionanti, da rapidi spostamenti in luoghi turistici (Londra, Foresta Nera,Shangai), dalla lotta contro il loro tradizionale nemico Victor: e soprattutto dai peggiori contrasti con la mentalità militare inintelligente del generale nero che sovrintende a loro. Poco. Infatti il film, che si conclude con il grido di libertà di Silver Surfer «Non sarò più il tuo servo!» indirizzato a Galactus, non è brillante quanto a soggetto e regìa. Per fortuna ci sono i Fantastici 4 e Silver Surfer, nati dalla creatività altrui 47 e 41 anni fa.

Lietta Tornabuoni

 
L'Espresso, 15 giugno 2008
Fantastici senza fantasy

Suoni rimbombanti, sciatteria e pessima recitazione nel nuovo capitolo cinematografico ispirato agli eroi Marvel. Un'occasione sprecata che punta solo a fare soldi

Mettiamo che un regista americano abbia a disposizione quattro personaggi eccezionali, ideati nel 1960 per i fumetti Marvel da Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni). Mettiamo che questi personaggi, durante un volo spaziale, per effetto di reazioni cosmiche capaci di alterare la struttura molecolare del loro corpo, abbiamo acquisito poteri speciali: il cosidetto Mister Fantastic ha la facoltà di allungare quanto vuole braccia e gambe; la ragazza di lui, Donna Invisibile, può sviluppare campi di forza che la rendono impossibile da vedere; il fratello di lei, Torcia, può trasformarsi in un velocissimo missile di fuoco; l'amico detto La Cosa è un colosso con il corpo roccioso di granito.

Mettiamo che a questi quattro si uniscano altri due esseri portentosi: un certo Galactus, il 'divoratore di mondi' in mantello con cappuccio che ha già provocato l'estinzione di diversi pianeti; e un giovane uomo d'argento, senza genitali come una bambola, che vola rapido su una magica tavola da surf (sempre d'argento) per eseguire gli ordini di Galactus, Silver Surfer. Insomma, un sestetto non nuovo, però prodigioso.

Con creature simili, cosa fa il regista americano Tim Story ne 'I fantastici 4 e Silver Surfer?' Niente. Affida loro la solita storia del cattivo che vuol distruggere la Terra e dei buoni che vogliono salvarla, aggiunge confusi momenti di terremoto, sceglie i suoni rimbombanti di musiche violente, fa in modo che nessuno reciti decentemente, e via. Per la malavoglia e sciatteria del nostro tempo, che vuol soltanto fare soldi, sembra persino troppo sfruttare la annosa creatività altrui. Battute, due: "Ma cos'hai contro il capitalismo?" e il grido finale di Silver Surfer:"Non sarò più il tuo servo!".

Lietta Tornabuoni

 
La Repubblica, 15 giugno 2007
"I fantastici 4 e Silver Surfer"
ora la Terra rischia la catastrofe

Da qualche tempo a questa parte, raccontare il soggetto dei film di supereroi fa sentire un po' sottosviluppati mentali. La sensazione si aggrava con I fantastici 4 e Silver Surfer. Se nel prototipo Mister Fantastic, la Donna Invisibile, la Torcia Umana e la Cosa erano impegnati soprattutto a padroneggiare i poteri appena acquisiti, qui hanno a che fare con minacce galattiche (tale Galactus, divoratore di mondi) e con un collega extraterrestre uscito dai fumetti di Stan Lee e Jack Kirby: il tormentato Silver Surfer, che porta per l'universo il suo corpo d'argento volando su una prodigiosa tavola da surf.

Con l'arrivo del nuovo personaggio, che trasforma la materia in energia, la vecchia Terra è a rischio di catastrofe ecologica. Due dei Fantastici, Reed e Sue, devono rinviare le loro nozze per collaborare con un ottuso generale dell'esercito (che pratica la tortura, come a Guantanamo), nonché con il loro nemico giurato, l'infame Destino. Gli eventi successivi appartengono allo stesso repertorio delirante e prevedono l'alleanza tra i quattro e Silver Surfer.

L'ingresso della new entry generata al computer (sui movimenti di un contorsionista) ha l'effetto d'incasinare una trama che contiene di tutto, di più. Fatti salvi gli effetti spettacolari (Silver che penetra nei muri del Chrysler Building, l'inseguimento tra lui e la Torcia), il secondo episodio della saga è scontato e ripetitivo, sfoggia uno humour di seconda scelta e ci fa sognare un mondo che non abbia più bisogno di supereroi.

Roberto Nepoti

© Sipario 2011