Commedia sentimentale francese diretta da Christian Vincent
Ecco "Hotel a cinque stelle" truffa d'amore in Costa Azzurra
Può bastare un'eredità di 50mila euro a trasformare un'insignificante Cenerentola in una principessa contesa dagli uomini? A Franssou la somma fa questo effetto. Decisa a concedersi una vacanza dalla solita routine, la ragazza si paga un soggiorno - presso il lussuoso hotel Carlton di Cannes - destinato a cambiarle la vita. La Costa Azzurra è galeotta: Franssou incontra Stéphane, tipo interessante che di mestiere fa il truffatore. Perseguitato dai creditori, l'uomo cerca di mettere le grinfie sul malloppo della bella; la quale accetta di prestargli del denaro, ma pone una condizione... Il binomio diventa triangolo con l'ingresso dell'ex-pilota René, ricco e ingenuo, che s'innamora della ragazza.
Hotel a cinque stelle è una commedia sentimentale francese che non cela la nostalgia per i grandi modelli della "golden age" hollywoodiana, dall'Hitchcock di "Caccia al ladro" a certi titoli americani di Lubitsch. Il che ne fa, insieme, la forza e la debolezza. La forza perché Christian Vincent trae dai suoi modelli ispiratori un buon ritmo, il gusto della leggerezza e una simpatica disinvoltura etica, refrattaria ai moralismi tanto in voga nelle commedie americane d'oggi.
Quanto alla debolezza, sta nel raffronto tra i protagonisti di quei film indimenticabili - un Cary Grant, fra tutti - e i loro emuli. Isabelle Carré è bella; José Garcia simpatico. Però il loro gioco di repliche, alla lunga, viene un po' a noia.
Roberto Nepoti