|
|
| |
| |
| ricerca per titolo |
| A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9 |
| |
|
| * Per leggere
la trama clicca sulla Locandina |
Guida per riconoscere i tuoi Santi
di Dito Montiel
con Robert Downey Jr., Shia LaBeouf, Chazz Palminteri, Dianne Wiest,
Channing Tatum, Rosario Dawson, Stati Uniti, 2006.
|
| |
Il Tempo, 9 marzo 2007
Ricordi e nostalgie di un ribelle di Queens nel cult di Montiel
Dito, uno scrittore affermato, torna dalla California a New York, che
ha lasciato vent’anni prima. Ve l’ha richiamato la madre:
sta male suo padre con cui non aveva avuto più rapporti perché contrario
alla sua partenza a suo parere immotivata. Dito, invece, anche se incompresi,
i suoi motivi li aveva avuti. Astoria, la zona dei Queens dove viveva,
era infestata da bande giovanili dedite alla violenza omicida. Dito,
in mezzo, si era trovato una ragazza e un amico cui si era molto legato
ma un seguito di circostanze avverse e, attorno, quel degrado sociale
cui nessuno sembrava poter porre rimedio, avevano finito per indurlo
a tagliare i ponti con tutto e con tutti, dedicandosi presto, a Los Angeles,
alla scrittura, con successo. Nel film si parte proprio da questo successo
cui va incontro un romanzo autobiografico di Dito Montiel che, rielaborato,
gli è servito per esordire ora sullo schermo. E la sua regia è stata
premiata l’altr’anno al Sundance Festival e un altro premio
l’ha ottenuto a Venezia,nella Settimana della Critica. Il racconto
l’ha costruito su due piani: l’adolescenza nei Queens, al
passato, e il suo ritorno a casa, al presente. Questi due piani, però,
con felicissima trovata, non li ha mai risolti distaccandoli l’uno
dall’altro, ma, al contrario, tenendoli uniti come climi e immagini,
senza l’espediente scoperto del flash-back. In questi climi, e
con queste immagini, ricostruendovi in mezzo una storia che, pur con
sicura autonomia, evoca quelle già sorprese da Martin Scorsese
nelle sue "mean streets", rappresentandola con una tale autenticità di
accenti, di modi, di situazioni e di dialoghi da indurci subito a pensare,
ma sempre con la stessa autonomia, ai migliori film fra i Sessanta e
i Settanta di John Cassavetes: quei fatti che, mai finiti, sembrano nascere
lì di fronte alla macchina da presa, quelle facce cui bastano
pochi tocchi per indicare i caratteri che lo presuppongono e le fisionomie
che le determinano. Per arrivare a questi risultati bisognava puntare
molto sulla recitazione e anche qui Montiel ha vinto la scommessa ricorrendo,
per i personaggi degli adolescenti ad autori giovanissimi ma di sicuro
talento (Channing Tatum, Shia LaBeouf, Peter Tambakis) e, per quelli
adulti, ad interpreti della tempra di Robert Downey Jr., Dianne Wiest,
Chazz Palminteri. Perfettamente equilibrati fra loro.
Gian Luigi Rondi
|
|